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Il record mondiale di Javier Sotomayor, quei 2,45 metri che nessun essere umano è riuscito a superare dal 1993, è una delle poche glorie sportive che ancora uniscono il popolo cubano al suo passato dorato. Ecco perché ogni parola che il “Principe delle Altezze” pronuncia fuori dall'isola ha un peso. E questa volta, dall'India, il suo messaggio è risuonato come un avvertimento e una nostalgia: “Ora so di cosa abbiamo bisogno a Cuba”.
Le dichiarazioni sono avvenute durante la sua visita allo Stadio Jawaharlal Nehru (JLN) di Nuova Delhi, dove il leggendario saltatore cubano è rimasto colpito dalla pista MONDO e dalle moderne strutture che, secondo lui, consentono a un paese di progredire nell'alta prestazione.
I mezzi NDTV Sports, ANI News e IANS Live hanno dato ampia copertura al suo tour del centro sportivo, che ha incluso un'interazione con atleti indiani, allenatori e giovani promesse dell'atletismo.
Sotomayor, di 58 anni, ha elogiato la pista affermando che è “fantastica” e che la sua qualità “consente di ottenere buoni risultati”. Ma il commento più severo è arrivato dopo aver visto lo stadio, quando ha detto che a Cuba aspirano ad avere, nei prossimi anni, strutture come queste, concludendo con una frase che rivela più di quanto sembri: “Ora abbiamo un'idea di ciò che è necessario”.
Per una figura che raramente critica pubblicamente la situazione interna del paese, il commento è una freccia diretta alla realtà decadente dello sport cubano, contrassegnata dalla mancanza di risorse, dall'abbandono delle strutture, dalla fuga massiva di talenti e dall'incapacità dello Stato di sostenere strutture che un tempo erano motivo di orgoglio nazionale.
Mentre l'India investe nella modernizzazione della sua infrastruttura sportiva, Cuba rimane ferma in promesse non mantenute e in stadi che si deteriorano davanti agli occhi di tutti.
Il contrasto è ancora più evidente quando giovani come il palestinese Mohammed Dwedar, che ha accompagnato Sotomayor nella sua visita, affermano che competere in uno stadio come il JLN è “un sogno”. A Cuba, per molti atleti, il sogno è proprio l'opposto: emigrare o trovare un luogo dove allenarsi con condizioni minime.
L'incontro emozionante tra Sotomayor e il paralimpico indiano Sharad Kumar, che lo ha definito “un icona” e ha confessato di seguirlo sin dall'inizio della sua carriera, ha ricordato ciò che il cubano continua a rappresentare per il mondo.
Il leggendario saltatore ha viaggiato a Nuova Delhi come ospite internazionale del Festival di Letteratura Sportiva Ekamra 2025, dove ha partecipato come panelista a diverse conversazioni insieme ad altre figure dell'atletica mondiale. Inoltre, dallo Stadio Jawaharlal Nehru, Sotomayor ha visitato il nuovo centro sportivo del SAI e i programmi di alto rendimento che hanno sostenuto la crescita dell'atletica in quel paese.
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