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La Unidad 1 della centrale termoelettrica Lidio Ramón Pérez (Felton) è tornata ad essere incorporata nel Sistema Elettrico Nazionale (SEN) nel pomeriggio di questo sabato, ma pochi minuti prima, alle 15:17, erano uscite di servizio le macchine 3 e 5 della CTE Antonio Maceo (Renté), a Santiago di Cuba.
Questa ultima, secondo l'Unione Elettrica (UNE), è stata causata da un fuoruscita nella caldaia, che mantiene al limite la già precaria situazione di generazione nel paese.
La centrale Felton era uscita di servizio più presto, mettendo nuovamente in evidenza l'incapacità del governo di garantire un'infrastruttura energetica minimamente stabile.
La Unión Eléctrica (UNE) ha comunicato sul suo profilo Facebook che alle 9:00 del mattino si è verificato il fermo della Unità 1 a causa di “alta temperatura nel cuscinetto”, un guasto che influisce su un componente chiave del sistema di generazione.
Sebbene il comunicato ufficiale fosse conciso, sono stati gli stessi utenti a descrivere la gravità del problema.
Uno di loro ha spiegato che les cuscinetti sostenere l'asse della turbina e permettono la sua rotazione ad alta velocità, quindi un guasto richiede smontaggio, regolazione, pulizia e manutenzione di questi componenti.
Un altro è stato più diretto nel sottolineare che questo tipo di riparazione “richiede almeno 20 giorni”, anticipando così un lungo periodo di instabilità.
Mentre Felton entrava e usciva dal servizio, il SEN continuava a trovarsi sotto una forte tensione operativa.
La UNE ha previsto per questo sabato un deficit di 1.685 megawatt (MW) durante l’orario di punta, dopo una giornata di interruzioni continue e con una capacità di generazione incapace di soddisfare la domanda nazionale.
Si tratta della quinta giornata consecutiva in cui il deficit previsto supera i 1.600 MW, un indicatore della crisi strutturale del sistema elettrico e della persistenza di blackout prolungati in tutto il paese.
Venerdì, il SEN ha operato anch'esso al limite, con anomalie per tutto il giorno.
Secondo il comunicato dell'UNE, il deficit ha raggiunto i 1.707 MW alle 18:10, confermando uno scenario in cui la domanda supera ampiamente la capacità disponibile e non si intravedono segnali di recupero immediato.
Le cifre divulgate il 22 novembre mostrano un sistema che nemmeno riesce a sostenere la domanda minima del paese. Alle 6:00 del mattino, la disponibilità era di appena 1.605 MW, a fronte di una domanda di 2.320 MW, il che ha lasciato 732 MW fuori servizio per deficit di capacità, senza contare le riserve per possibili nuovi guasti.
Di fronte a questo panorama, molti utenti sui social media attribuiscono direttamente la colpa a decenni di improvvisazione e propaganda anziché a una seria pianificazione statale.
Uno di loro ha riassunto il sentimento generale affermando che Cuba è “lontana, ma lontana dall'avere un sistema elettroenergetico nazionale stabile, né ora né tra 10 anni, né tra 50”.
Altri hanno criticato l'insistenza ufficiale nel presentare l'energia fotovoltaica come una soluzione miracolosa, avvertendo che, secondo specialisti consultati, se il governo continua a fare affidamento su di essa come unica soluzione, la situazione potrebbe persino peggiorare.
In questo contesto, il fatto che Felton 1 riesca a sincronizzarsi nuovamente nel momento in cui Antonio Maceo perde due delle sue unità per salidero in caldera chiarisce che l'equilibrio del SEN continua ad essere estremamente fragile.
Ogni entrata e uscita di una centrale termoelettrica di grande capacità si traduce in nuovi cicli di blackout, in un paese dove la popolazione considera già il ritardo nelle riparazioni e gli annunci della UNE come parte di un copione ripetuto di crisi elettrica senza una soluzione a breve termine.
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