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Cáritas Santiago de Cuba ha distribuito alimenti e articoli igienici alle famiglie colpite dall'uragano Melissa, che ha colpito l'oriente cubano alla fine di ottobre.
L'assistenza è stata organizzata attraverso le strutture parrocchiali e coordinata dall'Ufficio Diocesano di Caritas.
La notizia è stata pubblicata sulla pagina ufficiale di Facebook dell'Arcidiocesi di Santiago di Cuba, dove è stato specificato che l'azione faceva parte di una risposta immediata all'emergenza.
“El preposizionamento delle risorse ci ha permesso di offrire aiuti in cibo e igiene sin dal giorno 28”, ha spiegato il comunicato firmato da Ana María Piñol Navarrete, direttrice di Cáritas diocesana.
Secondo il rapporto, tramite la rete di mense e servizi parrocchiali sono state distribuite 4.492 razioni di cibo, 50 chilogrammi di detergente e oltre 400 saponi.
Inoltre, la Parrocchia del Cobre, situata in un'area gravemente colpita dall'uragano, ha aumentato il suo servizio a 1.300 razioni giornaliere, supportata da 29 Case di Missione.
Il testo ha sottolineato che la preparazione preventiva di Cáritas prima dell'inizio della stagione ciclonica, nota come "preposizionamento", ha permesso di mantenere attivi i servizi in zone impervie come la Gran Piedra, dove sono state assistite famiglie isolate a causa delle frane e delle piogge.
L'Arcidiócesi ha informato che l'aiuto ha compreso anche donazioni da parte di organizzazioni e progetti internazionali.
Tra di essi, Katapulk, che ha beneficiato 250 famiglie; World Central Kitchen, che ha inviato oltre 1.000 moduli di alimenti e 350 pentole “regina”; e Mandao, il cui dono è stato destinato alla comunità di Sant’Egidio per assistere persone senza fissa dimora.
“Ringraziamo Dio per il dono della fede e per tanti fratelli che da diversi luoghi concretizzano il loro aiuto per i più bisognosi”, ha dichiarato Piñol nel messaggio, in cui ha ringraziato per il supporto dell’arcivescovo Monsignor Dionisio García Ibáñez, che ha suggerito di ampliare i servizi nelle parrocchie più colpite.
Mentre il regime cubano continua con una risposta lenta e burocratica nelle province orientali, la Chiesa Cattolica rafforza la sua presenza umanitaria nei territori colpiti, con azioni coordinate tra Caritas, comunità parrocchiali e volontari.
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