In un video diffuso questo venerdì sui social media, una funzionaria locale insiste che non era necessario evacuare massicciamente la popolazione del municipio di Río Cauto, mentre i vicini e gli utenti di Facebook denunciano pericoli e chiedono soccorsi urgenti nelle comunità allagate, dopo il passaggio dell'uragano Melissa.
La dichiarazione, pronunciata di fronte a vicini visibilmente preoccupati, cerca di trasmettere calma e sottolineare che le autorità considerano la situazione gestibile, senza ordinare sgomberi generali.

Tuttavia, la reazione nei gruppi comunitari su Facebook riflette un'opinione molto diversa: messaggi di paura, indignazione e richieste urgenti di soccorso.
Nel gruppo Revolico Río Cauto, gli utenti hanno replicato e messo in discussione la versione ufficiale con fermezza. Alcuni commenti esprimono la paura della popolazione: “Non so cosa pensano di fare per allontanare il popolo di Río Cauto. Dio ci protegga,” ha scritto Leidis Ávila.
“Normalità dove, governo di Cuba? Río Cauto è un film dell'orrore,” ha sottolineato un altro vicino.
Altri messaggi sono più incisivi: “E cosa aspettano per recuperarli? Vogliono che muoiano”.
“Non c'è bisogno di un'evacuazione di massa e l'acqua dietro di loro, raggiungendo il livello più alto del Río Cauto in questo momento”, ha aggiunto un'utente, con tono incredulo.
Le critiche vanno oltre la negazione dell'evacuazione. Molti accusano le autorità di sminuire il pericolo in zone di difficile accesso e di ritardare le operazioni di soccorso.
Il contrasto tra l'immagine di "controllo" che tentano di trasmettere i funzionari e la percezione di rischio sul terreno approfondisce la sfiducia dei residenti.
Un video diffuso questo sabato sui social mostra l'entità delle inondazioni nel municipio di Río Cauto, nella provincia di Granma, dove i vicini assicurano che “il 90% della gente perderà tutto”.
Fuentes visive e testimonianze raccolte nell'ultima giornata mostrano comunità isolate, abitazioni allagate e strade interrotte nella valle del Cauto.
I residenti avvertono che l'avanzamento dell'acqua e la saturazione del terreno aumentano la possibilità di nuove emergenze se non si velocizzano i soccorsi e il trasferimento delle persone a rischio.
Di fronte a questo scenario, l'insistenza nel evitare un'evacuazione di massa solleva domande urgenti sui criteri di protezione civile applicati e sulla reale capacità di accesso e risposta nelle aree più colpite.
Gli abitanti chiedono misure immediate e visibili: gommoni, attrezzature di soccorso, percorsi alternativi per l'evacuazione e assistenza medica e alimentare per coloro che rimangono isolati.
Nel frattempo, la discussione pubblica sui social rimane accesa. Molti residenti chiedono che la priorità non sia la contabilizzazione dei danni o il discorso del “controllo”, bensì la salvaguardia immediata delle vite umane nei punti della valle dove l'acqua non è ancora ritirata.
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