Addio all'ultimo assalitore del 26 luglio: Decede a Miami l'ex prigioniero politico Orlando Castro

Orlando Castro, ultimo assaltatore del 26 luglio, è deceduto a 97 anni a Miami. Era un ex prigioniero politico cubano che si distaccò da Fidel Castro ed è andato in esilio dopo 17 anni di carcere. Il suo lascito sottolinea la sua battaglia per la democrazia.


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Il prigioniero politico Orlando Castro García, ultimo sopravvissuto tra gli assalitori dei quartieri Moncada e “Carlos Manuel de Céspedes” che sono stati in esilio negli Stati Uniti, è deceduto questo sabato a Miami all'età di 97 anni, in un centro di assistenza per anziani nel sud-ovest della città.

La notizia è stata confermata da sua moglie, l'ex prigioniera politica Georgina Cid, al giornalista cubano Wilfredo Cancio. Considerato da chi lo conosceva un uomo di “dignità e decenza a tutta prova”, Castro ha mantenuto lucidità fino alla fine e una convinzione incrollabile a favore di un futuro democratico per Cuba.

Nato il 14 luglio 1928 a Unión de Reyes (Matanzas), studiò presso la Scuola di Commercio dell'Avana e lavorò come supervisore finanziario dell'azienda Sabatés quando il colpo di stato di Fulgencio Batista lo portò a coinvolgersi nell'azione armata del 26 luglio 1953.

Captura di Facebook

Fu uno dei 25 assalitori del quartiere “Carlos Manuel de Céspedes” a Bayamo, operazione coordinata con l'attacco al Moncada a Santiago de Cuba.

Dopo il fallimento, si asilo nell'Ambasciata d'Argentina, viaggiò con un salvacondotto verso Costa Rica e risiedette in Messico e Honduras, fino al suo ritorno a Cuba con l'amnistia del 1955.

Tornato sull'isola, si separò da Fidel Castro rifiutandosi di unirsi al Movimento 26 di Luglio a causa delle sue discrepanze con il carattere che percepiva come antidemocratico del progetto.

Dopo l'arrivo di Fidel Castro al potere nel 1959, si è coinvolto in attività di opposizione; nel 1961 fu arrestato e condannato a 30 anni per cospirazione.

Compì 17 anni di carcere ed esiliò nel 1979. Sua moglie, Georgina Cid, scontò 16 anni di prigionia politica.

In interviste rilasciate in esilio e pubblicate da Cancio in Café Fuerte, Castro ha ricordato con serenità critico l'avventura del 26 luglio, che ha definito come un atto di gioventù “con molta passione e poca conoscenza militare”, e ha riflettuto sulla deriva autoritaria del processo che seguì al rovesciamento di Batista.

Coloro che lo hanno conosciuto lo descrivono come un patriota sobrio e tenace, “un vero magistero di cubania e amore per la patria”.

Secondo l'avviso familiare, il funerale si svolgerà martedì 28 ottobre, alle 11:30, nel cimitero di Opalocka, con una preghiera di commiato; una messa in suo onore sarà celebrata successivamente, in data da definire.

Con la sua morte si chiude un capitolo generazionale di testimoni e protagonisti diretti degli assalti del 26 luglio che, dopo la rivoluzione, si sono opposti al totalitarismo dalla prigione e dall'esilio.

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Redazione di CiberCuba

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