Trump annuncia incontri con Putin e Zelenski per negoziare la fine della guerra in Ucraina

Trump ha annunciato che si incontrerà con Putin a Budapest e con Zelenski a Washington per negoziare la fine della guerra in Ucraina, dopo una conversazione telefonica "produttiva" con il leader russo.

Vladimir Putin e Donald Trump durante la riunione del G20 nel 2017 (immagine di archivio)Foto © Flickr / CiberCuba

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato giovedì che terrà incontri con Vladimir Putin e Volodímir Zelenski per negoziare la fine della guerra in Ucraina, dopo aver avuto una "lunga e produttiva" conversazione telefonica con il presidente russo.

In un post sulla sua rete sociale Truth Social, Trump ha scritto: “Sto parlando ora con il presidente Putin. La conversazione è in corso, è lunga, e riporterò i dettagli al termine. Grazie per la vostra attenzione”.

Captura Truth Social / @realDonaldTrump

Ore dopo, ha confermato in un'altra pubblicazione che la chiamata era terminata e l'ha definita “molto produttiva”. Secondo il presidente statunitense, Putin ha fatto le congratulazioni agli Stati Uniti per i progressi della pace in Medio Oriente e entrambi hanno convenuto che tali progressi potrebbero “aiutare nei negoziati per raggiungere la fine della guerra con Russia e Ucraina”.

Captura Truth Social / @realDonaldTrump

Trump ha aggiunto che durante la conversazione, il leader russo ha ringraziato la first lady, Melania Trump, per il suo lavoro con i programmi per bambini, e che entrambi hanno dedicato tempo a discutere delle future relazioni commerciali “quando la guerra con l'Ucraina sarà finita”.

Il mandatario ha confermato inoltre che la prossima settimana ci saranno riunioni di alto livello tra le delegazioni dei due paesi, guidate dal segretario di Stato Marco Rubio, e che successivamente lui e Putin si incontreranno a Budapest, in Ungheria, con l'obiettivo di porre fine a quella che ha definito una "guerra ingloriosa".

“Il presidente Putin e io ci incontreremo in un luogo concordato, Budapest, per vedere se possiamo porre fine a questa guerra. Domani incontrerò il presidente Zelenski alla Casa Bianca, dove discuteremo della mia conversazione con Putin e di molto altro”, ha scritto Trump.

Il Cremlino conferma la chiamata e avverte riguardo a un'escalation militare

Secondo quanto riportato dall'agenzia EFE, il Cremlino ha confermato questo giovedì la conversazione telefonica tra i presidenti della Russia e degli Stati Uniti, due mesi dopo il loro vertice in Alaska.

“Proprio ora ha luogo una conversazione tra i presidenti della Russia e degli Stati Uniti”, ha indicato il portavoce presidenziale Dmitri Peskov, citato dal giornalista Pável Zarubin, vicino al Cremlino.

La chiamata —la settima da gennaio, secondo Mosca— si è verificata alla vigilia dell'incontro previsto tra Trump e Zelenski alla Casa Bianca.

Questa settimana, Trump ha suggerito la necessità di parlare con Putin riguardo al possibile invio di missili statunitensi Tomahawk in Ucraina, qualcosa che il Cremlino considera una “linea rossa”.

Il ministro degli Esteri russo, Serguéi Lavrov, ha avvertito il quotidiano Kommersant che tale fornitura comporterebbe "un nuovo livello di escalation" nel conflitto e causerebbe "un danno colossale alle prospettive di normalizzazione tra Russia e Stati Uniti".

Dalla summit del 15 agosto in Alaska, considerato all'epoca un successo diplomatico per Putin, le relazioni tra i due paesi si sono inasprite.

Trump ha espresso il suo "disappunto" nei confronti del suo omologo russo e lo ha esortato pubblicamente a "smettere di uccidere ucraini e russi".

Tuttavia, l'annuncio di nuovi incontri e di un possibile vertice a Budapest segna un tentativo rinnovato della Casa Bianca di mediare direttamente nel conflitto, in un contesto in cui Washington e Mosca mantengono serie divergenze sul futuro dell'Ucraina e sulla sicurezza europea.

Durante un incontro tenuto in Alaska, Donald Trump e Vladimir Putin hanno affrontato senza successo una possibile soluzione al conflitto in Ucraina. L'incontro è stato breve e si è concluso senza impegni concreti, anche se entrambi i leader hanno assicurato di aver trovato "alcuni progressi".

Trump ha riconosciuto che non c'è un accordo reale e ha chiarito che la decisione finale dipenderebbe dalla NATO e dal presidente ucraino, mentre Putin ha ribadito la sua consueta narrativa sulle minacce alla sicurezza della Russia.

Nonostante quel tentativo diplomatico fallito, il presidente americano ha effettuato una svolta drammatica nella sua posizione autorizzando attacchi ucraini con missili a lungo raggio all'interno della Russia.

La misura, sostenuta da pressioni militari e diplomatiche, ha incluso la possibile fornitura di missili Tomahawk, il che rappresenterebbe un considerevole aumento della capacità offensiva di Kiev.

Dal Cremlino, si è minimizzata la minaccia, anche se gli esperti avvertono che questo movimento potrebbe alterare l'equilibrio strategico del conflitto.

In parallelo, il discorso di Trump nei confronti di Putin è diventato apertamente critico. Ha messo in discussione pubblicamente l'efficacia del leader russo nel conflitto e lo ha accusato di indebolire la sua immagine internazionale prolungando una guerra che, secondo lui, “dovrebbe essere terminata in una settimana”.

Questo cambiamento di tono ha coinciso con una riaffermazione del sostegno all'Ucraina e al suo presidente, Volodimir Zelenski, che è stato definito un uomo coraggioso con un grande spirito di lotta.

Tuttavia, giorni dopo, Trump ha ringraziato Putin per aver valorizzato positivamente i suoi sforzi diplomatici in diversi scenari globali.

Il presidente russo ha elogiato il suo ruolo di pacificatore e ha criticato il fatto che non gli sia stato assegnato il Premio Nobel per la Pace.

Trump ha risposto a quel gesto con un breve messaggio di ringraziamento, mostrando un contrasto notevole tra la sua recente retorica bellicosa e il riconoscimento ricevuto da Mosca.

Domande frequenti sulle negoziazioni di Trump per la fine della guerra in Ucraina

Quali sono i piani di Donald Trump per negoziare la fine della guerra in Ucraina?

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato incontri con i presidenti di Russia, Vladimir Putin, e di Ucraina, Volodímir Zelenski, con l'obiettivo di negoziare la fine della guerra in Ucraina. Trump prevede di incontrare Putin a Budapest, Ungheria, per discutere una soluzione al conflitto. Prima di ciò, si incontrerà con Zelenski alla Casa Bianca per affrontare la sua conversazione con Putin.

Cosa ha detto Trump riguardo ai progressi dei negoziati di pace?

Trump ha qualificato la sua conversazione telefonica con Putin come "molto produttiva" e ha sottolineato che i progressi nei negoziati di pace in Medio Oriente potrebbero contribuire a porre fine alla guerra in Ucraina. Tuttavia, gli incontri programmati e le conversazioni precedenti non hanno portato a un accordo concreto fino ad ora. Il contesto rivela che le tensioni tra Washington e Mosca persistono, e la situazione in Ucraina rimane critica.

Qual è la posizione del Cremlino riguardo ai colloqui con Trump sulla Ucraina?

Il Cremlino ha confermato i colloqui tra Trump e Putin, ma ha avvertito circa una possibile escalation militare se gli Stati Uniti forniranno missili Tomahawk all'Ucraina, il che considerano una "linea rossa". La Russia ha espresso la propria disponibilità a continuare il dialogo, ma mantiene richieste difficili da accettare per l'Ucraina e i suoi alleati, come il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea.

Quali sfide deve affrontare Trump nel suo tentativo di mediare nel conflitto tra Russia e Ucraina?

Trump affronta diverse sfide nel suo tentativo di mediare nel conflitto, tra cui la sfiducia reciproca tra le parti, le richieste inaccettabili da parte del Cremlino e la pressione internazionale affinché l'Ucraina mantenga la sua sovranità. Inoltre, la mancanza di progressi concreti e la possibilità che la Russia utilizzi i negoziati per guadagnare tempo complicano la situazione. La situazione si aggrava con le tensioni internazionali e gli avvertimenti della Russia sulla fornitura di armamenti all'Ucraina.

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