In mezzo a una profonda crisi economica segnata dalla scarsità, dall'inflazione e da salari insufficienti, il regime cubano ha raccolto oltre mille milioni di pesos in multe nei primi tre mesi del 2025.
Secondo cifre pubblicate dal quotidiano ufficiale Granma, durante il primo trimestre del 2025 sono state imposte 425.012 multe in tutto il paese, per un valore superiore a un miliardo di pesos.
Le province con il maggior numero di sanzioni sono state La Habana, Santiago di Cuba, Camagüey e Holguín, anche se il rapporto non specifica le cause più frequenti né il profilo dei multati.
Heidi Bas Sosa, direttrice delle Multa del Ministero delle Finanze e dei Prezzi, ha dichiarato che si è raggiunta un'efficacia del 90,1 % nella riscossione di queste sanzioni, cifra che, sebbene “non sia ottimale”, viene considerata positiva per raggiungere “un risultato maggiore”.
La funzionaria ha anche sottolineato che l'aumento nell'uso dei pagamenti digitali —che rappresentano già il 25,4% del totale, equivalente a 179 milioni di pesos— ha contribuito all'incremento della raccolta, specialmente grazie a piattaforme come Transfermóvil.
Bas Sosa ha ricordato che i cittadini sanzionati hanno un termine di 60 giorni per pagare la multa: i primi 30 giorni con l'importo originale e i successivi 30 con il doppio. A partire dal giorno 61, si attivano meccanismi di recupero forzoso, come il pignoramento degli stipendi.
Il regime mantiene un'alleanza stretta tra le enti che impongono e riscuotono queste sanzioni, inclusa la Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR), il Ministero dei Trasporti, il Ministero della Salute Pubblica e altri organismi, dimostrando così l'istituzionalizzazione del sistema delle multe come strumento di controllo e pressione.
A livello nazionale, ci sono ancora più di 184.000 multe non pagate e molte di esse riguardano “multirreincidenti”, che affrontano azioni legali più severe.
In questo senso, Bas ha sottolineato che il Codice Penale cubano considera il mancato pagamento delle multe come un reato e ha riportato che sono stati presentati 269 fascicoli alla PNR per un valore accumulato di sei milioni di pesos.
Negli ultimi settimane, a Cuba si è intensificata una politica di controllo e sanzione economica, particolarmente visibile all'Avana.
Nel marzo scorso, il regime ha imposto un gran numero di multe a lavoratori autonomi e venditori ambulanti nel comune Plaza della Rivoluzione, come parte del II Esercizio Nazionale di Prevenzione e Contrasto al Crimine.
Le sanzioni, che hanno raggiunto fino a 16.000 pesos cubani, sono state applicate per pratiche come la vendita di prodotti scaduti, prezzi speculativi o l'esercizio illegale del lavoro autonomo. In molti casi, le autorità hanno costretto i trasgressori a effettuare vendite forzate a prezzi ufficiali, suscitando critiche per l'approccio punitivo verso un settore già colpito dalla crisi.
Pochi giorni dopo, è emerso che il governo ha imposto un'altra sanzione elevata a L'Avana a un'impresa statale per aver aperto un buco sul marciapiede di fronte al proprio locale per drenare le acque reflue. La multa, in questo caso, è stata applicata con l'argomento di danneggiamento dello spazio pubblico.
L'offensiva si è estesa anche nel campo del consumo tecnologico. Recentemente, il regime ha avvertito che l'uso di antenne per accedere a internet senza autorizzazione sarà sanzionato con severità, considerandolo un reato legato all'uso illecito dello spettro radioelettrico.
Questo avvertimento si colloca nella stessa logica di controllo istituzionale che ha caratterizzato la politica delle multe, questa volta orientata alla regolazione dell'accesso indipendente alle telecomunicazioni in un contesto di crescente connettività e malessere sociale.
Queste azioni non sono state isolate. Lo scorso dicembre, il governo di Las Tunas aveva avviato una crociata fiscale contro l'economia informale, imponendo centinaia di multe ai lavoratori autonomi.
In quell'occasione, furono segnalate sanzioni per presunte irregolarità nelle licenze, violazioni dei prezzi e occupazione indebita del suolo pubblico, seguendo la stessa premessa di "affrontare le illegalità" in tempi di crisi.
Domande frequenti sulle multe e sulla crisi economica a Cuba
Quante multe sono state imposte a Cuba durante il primo trimestre del 2025?
Durante il primo trimestre del 2025, sono state imposte 425.012 multe in tutto il paese, per un valore superiore a un miliardo di pesos, secondo le cifre pubblicate dal giornale ufficiale Granma.
Quali province cubane hanno registrato il maggior numero di multe?
Le province con il numero maggiore di sanzioni sono state L'Avana, Santiago di Cuba, Camagüey e Holguín. Tuttavia, il rapporto non specifica le cause più frequenti né il profilo dei multati.
Qual è stato l'impatto dell'uso dei pagamenti digitali nella riscossione delle multe a Cuba?
L'aumento dell'uso dei pagamenti digitali ha contribuito significativamente all'incremento della raccolta delle multe, rappresentando già il 25,4% del totale, il che equivale a 179 milioni di pesos. Ciò è stato possibile soprattutto grazie a piattaforme come Transfermóvil.
Quali misure adotta il regime cubano se non si paga una multa entro il termine stabilito?
I cittadini sanzionati hanno un termine di 60 giorni per pagare la multa: i primi 30 giorni con l'importo originale e i successivi 30 con il doppio. A partire dal giorno 61, si attivano meccanismi di recupero forzoso, come il pignoramento degli stipendi.
In che modo la politica delle multe si relaziona con il controllo del regime sull'economia informale a Cuba?
La politica delle multe viene utilizzata come uno strumento di controllo e di pressione sull'economia informale, il che si è intensificato con operazioni per eliminare irregolarità nei chioschi e nei punti vendita illegali. Questa strategia mira a mantenere un controllo rigoroso sull'attività economica, influenzando negativamente i settori vulnerabili che dipendono dall'economia informale.
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