Denunciano la morte di un giovane cubano in stato di grave denutrizione all'ospedale di Camagüey

La denuncia familiare riapre il dibattito sull'abbandono istituzionale e la critica situazione del sistema sanitario cubano, in particolare nei centri per persone con disabilità.


Un giovane cubano identificato come José Carlos Recio Galindo è deceduto di recente dopo essere stato ricoverato in condizioni estreme di malnutrizione all'Ospedale Provinciale Manuel Ascunce Domenech, a Camagüey. La sua morte ha suscitato una profonda commozione sui social network, dove i familiari denunciano negligenza istituzionale e chiedono giustizia per quanto accaduto.

Las imágenes del cuerpo de José Carlos, visibilmente consumato dalla grave malnutrizione, fueron compartidas por su tío, Humberto Galindo, quien relató que el joven se encontraba previamente en el Centro per Disabili Fisici, ubicado detrás del hospital Amalia Simoni, también en la ciudad de Camagüey.

Captura di Facebook/Humberto Galindo

Secondo la testimonianza, il giovane è stato ricoverato in condizioni critiche e è deceduto poco dopo senza che la gravità della sua condizione fosse affrontata in tempo.

"Min miei fratelli che erano così in ansia per quel giovane, appresero della sua gravità pochi minuti prima di morire," scrisse Galindo, accompagnato da fotografie strazianti che mostrano l'estrema magrezza del giovane su una barella di ospedale.

En la sua pubblicazione, il familiare ha richiesto che i responsabili rispondano davanti alla giustizia e ha avvertito del rischio che corrono altri bambini e giovani ricoverati nello stesso centro. "Salviamo gli altri ragazzi ricoverati. La nostra solidarietà e denuncia contano", ha affermato, lanciando un appello a mettere in evidenza il caso e a impedire che si ripetano tragedie simili.

La pubblicazione ha aperto un dibattito tra gli utenti dei social media, alcuni dei quali hanno messo in discussione il ruolo della famiglia nel seguire il giovane. "Se se ne sono accorti pochi minuti prima di morire è perché non lo visitavano spesso... Non lo lascerei lì a propria sorte senza sapere come lo assistono", ha espresso un'utente, sottolineando la necessità di un accompagnamento costante, anche in contesti di disabilità mentale.

Otro testimonio ha raccontato l'esperienza di una madre a Santiago de Cuba che, nonostante abbia una figlia con disabilità severa e un'agenda professionale impegnativa come neonatologa, non smette mai di accompagnarla e prendersene cura. "La bambina è in forma, bella e molto accudita. La porta a casa al mattino e la riprende nel pomeriggio utilizzando una sedia a rotelle", ha commentato.

La voce di una donna che ha lavorato anni fa in un centro simile a quello in cui era internato José Carlos ha aggiunto la sua denuncia. "Ho visto molte cose fuori dal normale, maltrattamenti, cattiva alimentazione e negligenza. La denuncia deve essere resa pubblica e virale. Sono esseri umani quelli che sono internati lì, non animali", ha espresso sui social.

Nonostante l'impatto mediatico del caso, le autorità sanitarie non hanno rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale né hanno annunciato un'indagine per chiarire i fatti. Questa mancanza di trasparenza istituzionale ha intensificato il sentimento di abbandono e di mancata protezione tra familiari, cittadini e difensori dei diritti umani.

ALTRE MORTI CHE RIVELANO UN PATRON PREOCCUPANTE

La morte di questo giovane si aggiunge a una serie di casi riportati negli ultimi anni che evidenziano gravi fallimenti strutturali nel sistema ospedaliero cubano. Sebbene il governo solitamente mantenga il silenzio di fronte a queste denunce, media indipendenti hanno documentato testimonianze di cittadini che hanno subito o assistito a episodi di abbandono, negligenza medica e trattamenti disumani all'interno degli ospedali statali.

I ospedali psichiatrici sono stati oggetto di molteplici denuncia, particolarmente dopo il caso dell'Ospedale Psichiatrico di Mazorra, dove più di una ventina di pazienti sono morti nel 2010 a causa del freddo, della fame e dell'abbandono, generando una delle più grandi crisi istituzionali del sistema sanitario cubano dagli anni '90.

Uno dei esempi più recenti è quello del Hospital Psiquiátrico di Placetas, nella provincia di Villa Clara, dove le condizioni sono state descritte come “disumane”.

Immagini e testimonianze hanno rivelato la realtà di quella istituzione: materassi distrutti, sporcizia estrema, bagni inservibili, cibo in condizioni deplorevoli e pazienti trascurati.

Uno degli infermieri intervistati ha denunciato che i pazienti "non hanno né abbigliamento adeguato, né sapone, né farmaci. Alcuni non hanno nemmeno una famiglia che li visiti o li réclami".

Le fotografie mostrano letti arrugginiti, finestre rotte e saloni senza ventilazione, in un ambiente che ricorda più un campo di concentramento che un centro di assistenza medica.

Otro dei casi che espongono la gravità dell'abbandono nelle istituzioni mediche cubane si è verificato a febbraio 2023, quando si è riportata la morte di almeno 13 pazienti nell'Ospedale Psichiatrico di Holguín, in circostanze che hanno sollevato denunce per negligenza, condizioni deplorevoli e mancanza di assistenza medica.

Questi fatti dimostrano che la morte di José Carlos non è un evento isolato, ma fa parte di una crisi sistemica di attenzione istituzionale che colpisce in particolare i cittadini in situazioni di maggiore vulnerabilità, come i malati mentali.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.