
Il presunto rapimento di una studentessa universitaria di 18 anni a Bayamo, nella provincia di Granma, è stato un montaggio pianificato per ottenere soldi dalla propria famiglia, ha confermato questo domenica il Ministero dell'Interno (MININT), dopo aver indagato su un caso che aveva suscitato preoccupazione sui social media.
La informazioni sono state divulgate da CNC TV Granma, che ha condiviso un comunicato ufficiale del MININT nel quale le autorità hanno identificato la giovane come Amanda Kamila Pérez Casal, studentessa del primo anno di Ingegneria Agraria presso la Sede Universitaria Campus II di Bayamo.
secondo il comunicato, l'indagine è iniziata come una assenza dall'abitazione e ha permesso di stabilire che la giovane aveva pianificato, insieme ad altre due persone, di estorcere economicamente ai suoi familiari.
L'organismo ha assicurato che Amanda ha confessato la sua partecipazione al piano e ha indicato gli altri due complici diretti. Le autorità non hanno fornito dettagli sull'identità di queste persone né sul denaro che intendevano ottenere.
Il MININT ha informato che i responsabili stanno subendo un procedimento per simulazione di reati, conformemente a quanto stabilito nel Codice Penale cubano.
Il comunicato non specifica la situazione processuale individuale degli implicati né se si trovano in stato di detenzione.
L'istituzione ha anche assicurato che manterrà rigore di fronte a questo tipo di comportamenti, con l'obiettivo di garantire la tranquillità e la sicurezza dei cittadini.
Il caso aveva cominciato a circolare pubblicamente alla fine di ottobre, dopo che era stata denunciata la scomparsa di Amanda.
Il 2 novembre, un ampio operativo di polizia è stato dispiegato nel quartiere Viviendas Campesinas, a Bayamo, con la partecipazione di agenti della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR), forze speciali e ufficiali del MININT.
Durante quella ricerca, fonti indipendenti hanno riportato che i presunti sequestratori avevano richiesto 2.000 dollari come riscatto e che erano state fatte telefonate alla famiglia.
Quelle versioni circolarono prima di conoscere i risultati dell'indagine e il comunicato ufficiale non conferma quei dettagli.
Il 3 novembre, Amanda è stata trovata viva e hanno iniziato a circolare versioni di un presunto autosequestro, attribuite a fonti collegate al MININT.
Fino a quel momento, non era stata pubblicata una comunicazione ufficiale che confermasse formalmente quella conclusione.
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