
La Avvocatura dello Stato ha presentato martedì le sue osservazioni davanti alla Sezione del Contenzioso Amministrativo del Tribunale Supremo per opporsi all'estensione della sospensione cautelare del voto ai figli maggiorenni dei nazionalizzati dalla Legge sui Nipoti, avvertendo che la misura potrebbe influire sullo svolgimento e sul conteggio delle elezioni del 29 novembre.
La petizione, presentata da Iustitia Europa e Vox, mira a estendere la sospensione cautelare del voto ai figli maggiorenni di persone nazionalizzate dalle leggi di memoria storica e democratica che siano iscritti nel Censo Elettorale dei Residenti Assenti (CERA).
Secondo i dati forniti al procedimento giudiziario, fino al 31 luglio 2026 erano state registrate 189.678 iscrizioni di nazionalità relative all'Allegato III. Tuttavia, tale cifra non consente di determinare quanti di quei cittadini figurino effettivamente nel censimento elettorale estero e potrebbero essere interessati dalla misura.
La richiesta mira a estendere la sospensione agli iscritti nel CERA che hanno ottenuto la nazionalità tramite l'Annesso III. Al 31 luglio 2026 risultavano 189.678 iscrizioni di nazionalità attraverso questo percorso.
L'Avvocatura dello Stato sottolinea che i beneficiari dell'Allegato III non costituiscono un gruppo omogeneo, poiché includono sia i figli maggiorenni di persone nazionalizzate ai sensi della Legge sulla Memoria Democratica del 2022 sia i discendenti di coloro che hanno ottenuto la nazionalità in virtù della Legge sulla Memoria Storica del 2007. Questi ultimi provengono da pratiche estranee al procedimento giuridico che ha originato la sospensione del voto.
Il Governo avverte, inoltre, che non esiste un dettaglio che permetta di determinare quanti cittadini corrispondono a ciascuna delle due opzioni, il che rende difficile identificare i possibili soggetti interessati da un’estensione delle misure cautelari.
Il rifiuto si basa sulla non fattibilità tecnica di eseguire un simile scrutinio a meno di quattro settimane dalle elezioni. Il censimento è già formalmente chiuso, gli elenchi definitivi sono stati distribuiti alle giunte provinciali e i consolati hanno iniziato l'invio della documentazione di voto all'estero.
Secondo i servizi giuridici dello Stato, agire ora causerebbe una «grave alterazione logistica e un collasso processuale» negli uffici consolari e nei seggi elettorali, dove la segregazione delle buste o dei voti in transito genererebbe un’impossibile quantità di contestazioni.
L'Avvocatura qualifica inoltre come «impossibile da realizzare» il compito di identificare individualmente i soggetti interessati, localizzare i fascicoli dei loro genitori e ricostruire il procedimento di nazionalizzazione. Identificare i 163.355 fascicoli esaminati per applicare la sospensione iniziale ha richiesto un mese e mezzo di lavoro ininterrotto. Il termine è incompatibile con la prossimità del 29-N.
Sul piano costituzionale, l'Esecutivo avverte che privare cautelarmente del diritto di voto i cittadini che possiedono la nazionalità spagnola attualmente in vigore, senza che esista una sentenza definitiva in merito ai loro fascicoli, costituirebbe una «vulnerazione irreparabile dell'articolo 23 della Costituzione».
La battaglia legale sta crescendo da mesi. La Corte Suprema ha sospeso a settembre gli effetti elettorali di determinate iscrizioni nel CERA collegate alla Legge dei Nipoti, e il 12 ottobre ha ratificato tale sospensione respingendo il ricorso dell'Avvocatura dello Stato.
Il 30 ottobre, l'alto tribunale ha respinto di adottare con urgenza la nuova sospensione senza ascoltare preventivamente le parti, e ha aperto il procedimento che ora si conclude.
Fino al primo semestre del 2025, il Consolato Generale di Spagna a L'Avana aveva ricevuto 107.338 richieste di cittadinanza e si stima che oltre 350.000 cubani abbiano avviato pratiche dall'ottobre 2022.
Non esiste, tuttavia, una suddivisione verificata di quanti cubani facciano parte delle 189.678 iscrizioni dell'Allegato III ora in discussione.
È importante chiarire che la sospensione cautelare non annulla la nazionalità spagnola né revoca i passaporti: riguarda esclusivamente il diritto di votare dall'estero tramite il CERA. I cubani con nazionalità spagnola che risiedono e sono registrati in Spagna possono votare il 29-N senza alcuna restrizione.
Il Tribunale Supremo deve decidere se estendere la sospensione cautelare del voto ai figli maggiorenni dei nazionalizzati per le leggi sulla memoria, una decisione che potrebbe influenzare lo svolgimento delle elezioni generali del 29 novembre e il loro successivo scrutinio.
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