Funzionarie dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba si incontrano a Matanzas con la storica Alina Bárbara López Hernández

La storica cubana Alina Bárbara López Hernández (centro) insieme a due funzionarie dell'Embajada di Stati Uniti a Cuba durante un incontro a Matanzas.Foto © Embajada degli Stati Uniti a Cuba / X (@USEmbCuba)

Funcionarie dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba si sono incontrate a Matanzas con la storica e professoressa cubana Alina Bárbara López Hernández, conosciuta per le sue denunce contro la repressione politica e per le sue proteste pacifiche in difesa dei diritti dei cittadini.

La rappresentanza diplomatica statunitense ha annunciato l'incontro mercoledì 4 novembre tramite una pubblicazione sul suo account ufficiale di X, accompagnata da una fotografia in cui appare l'accademica insieme a due funzionarie.

«A Matanzas, funzionari di @USEmbCuba si sono incontrati con la rinomata storica e professoressa cubana Alina Bárbara López Hernández. È interessante ascoltare le sue idee per una Cuba migliore», ha dichiarato l'Ambasciata.

Il messaggio non ha identificato per nome le rappresentanti statunitensi né ha dettagliato le questioni specifiche trattate o i possibili accordi. La legazione non ha nemmeno precisato la data esatta in cui si è svolto l'incontro.

Una storica sottoposta a detenzioni e a un processo penale

L'incontro avviene in un contesto di ripetute azioni repressive contro López Hernández, il quale, dal marzo 2023, cerca di manifestarsi pacificamente ogni 18 del mese nel Parque de la Libertad di Matanzas. Tra le sue principali richieste ci sono la libertà dei prigionieri politici, il rispetto dei diritti dei cittadini e la fine della repressione a Cuba.

In ottobre, l'intellettuale ha pubblicamente riaffermato la sua decisione di continuare queste proteste e ha messo in discussione un sistema politico che, secondo quanto denunciato, non riconosce pienamente i diritti dei cittadini.

La professoressa rimane sotto una misura cautelare di arresti domiciliari da giugno 2024, nell'ambito di un procedimento penale che condivide con la sociologa Jenny Pantoja Torres. La Procura richiede quattro anni di carcere per López Hernández con accusato di attentato, infrazione e disobbedienza. Il processo previsto per il 30 gennaio 2026 è stato sospeso e, secondo le ultime informazioni pubblicate, non ha ancora una nuova data.

Durante quest'anno ha subito diverse detenzioni mentre tentava di portare avanti le sue azioni civiche. A settembre, per esempio, ha raccontato che agenti della Sicurezza dello Stato l'hanno trattenuta per quasi cinque ore per impedirle di arrivare al parco.

Una voce critica che chiede cambiamenti per Cuba

A pochi giorni prima della notizia dell'incontro con funzionari americani, López Hernández ha denunciato pubblicamente aggressioni e maltrattamenti che afferma di aver subito per mano di agenti di polizia durante una delle sue detenzioni. Secondo la sua testimonianza, l'episodio ha incluso percosse e l'uso di manette per provocargli dolore.

La storica ha insistito sul fatto che la soluzione della crisi cubana passa anche attraverso trasformazioni politiche, la garanzia delle libertà civili e il riconoscimento della cittadinanza come interlocutrice. In una riflessione diffusa a marzo, ha riassunto il suo impegno pubblico con una frase: «Sono un'intellettuale e cittadina che ha compreso che non era possibile rimanere in silenzio».

La riunione diffusa dall'Ambasciata degli Stati Uniti riporta nuovamente al centro dell'attenzione una delle voci critiche più persistenti all'interno di Cuba. Per ora, la missione diplomatica si è limitata a sottolineare l'interesse di ascoltare le sue proposte per «una Cuba migliore».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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