Arrestato un cubano in Italia per presunti furti ai danni di due donne con il «trucco delle monete»

Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © CiberCuba/ChatGPT

Un cubano di 28 anni è stato arrestato in Italia, insieme a due cittadini peruviani, per la sua presunta partecipazione a due furti ai danni di donne di 66 e 86 anni attraverso il cosiddetto "trucco delle monete", una modalità di inganno utilizzata per distrarre le vittime e sottrarre i loro beni.

Gli arresti sono avvenuti venerdì 23 ottobre nella provincia di Siena, nella regione italiana della Toscana. La Polizia ha fornito nuovi dettagli sul caso giovedì 29 ottobre

Secondo quanto pubblicato da Il Cittadino Online, gli altri arrestati sono un uomo peruviano di 40 anni e una donna della stessa nazionalità, di 25.

Come funzionava l'inganno delle monete?

L'indagine è iniziata quando una donna di 66 anni ha denunciato che le era stato rubato il suo borsello da un'automobile parcheggiata di fronte a un tabaccaio nella località di Due Ponti, vicino a Siena.

Secondo la ricostruzione della polizia, un uomo e una donna sono scesi da un'automobile nera e sono rimasti nei pressi dell'istituto, osservando i movimenti della vittima.

Quando la donna tornò al suo veicolo, uno dei sospetti si avvicinò al finestrino e le indicò diverse monete che erano a terra, facendole credere che le fossero cadute accidentalmente.

La donna è scesa dall'automobile per raccoglierle e, mentre era distratta, una seconda persona presumibilmente ha aperto la porta dal lato opposto e si è appropriata della sua borsa.

I coinvolti avrebbero lasciato il luogo a bordo di un'automobile nera, guidata da un terzo individuo.

Le telecamere hanno permesso di localizzare l'automobile

Dopo aver ricevuto la denuncia, agenti della Polizia Stradale di Siena hanno esaminato le registrazioni delle telecamere di sicurezza e sono riusciti a identificare il veicolo presumibilmente utilizzato.

Le informazioni sono state trasmesse alla sala operativa della Jefatura di Polizia, mentre gli investigatori della Brigata Mobile hanno seguito gli spostamenti dell'automobile tramite i sistemi di videovigilanza della città e della provincia.

Il veicolo è stato rinvenuto poco dopo nel comune di Colle di Val d'Elsa.

Secondo le autorità, i loro occupanti hanno cercato di evitare il controllo della polizia, ma alla fine sono stati intercettati.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato oggetti personali legati alla prima denunciante e un sacchetto di plastica contenente documenti e beni di un'altra donna di 86 anni.

Le indagini hanno permesso di stabilire che anche questa seconda donna aveva denunciato un furto simile nel parcheggio di un supermercato di Colle di Val d'Elsa.

È vietato ai detenuti tornare nelle località dove sono avvenuti i fatti

Dopo le indagini iniziali, i tre sospetti sono stati arrestati per presunto furto aggravato in concorso, una figura del diritto penale italiano che prevede la partecipazione congiunta di più persone.

Dopo l'udienza di convalida degli arresti, un giudice ha disposto come misura cautelare l'obbligo di permanere nel comune di Roma, dove risiedono gli indagati.

Inoltre, il capo della Polizia di Siena, Ugo Angeloni, ha ordinato che i tre siano proibiti di tornare a Siena e Colle di Val d'Elsa per quattro anni.

La misura giudiziaria non equivale a una condanna. La responsabilità penale degli indagati dovrà essere determinata durante il corrispondente processo giudiziario.

Il caso è stato riportato anche da Radio Siena TV e da altri media regionali.

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