
El Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT) ha confermato questo venerdì un nuovo femminicidio a Cuba: quello di Ana Vivian Suárez Cruz, di 21 anni, che è morta il 13 agosto a La Palma, Pinar del Río, in circostanze che inizialmente sono circolate sui social media come una morte in condizioni sospette.
Secondo quanto riportato nella pubblicazione su Facebook, fonti comunitarie hanno confermato che l'ex compagno di Ana Vivian è già sotto processo da parte delle autorità e che testimoni oculari lo hanno visto partecipare a una ricostruzione dei fatti recentemente effettuata dalla Polizia.
L'organizzazione avverte che potrebbe esserci un'altra persona coinvolta nel crimine e sottolinea che il caso illustra «la sofisticazione raggiunta da aggressori che simulano il suicidio delle loro vittime nella ricerca di non essere catturati».
L'aggressore, il cui nome non è stato rivelato, aveva precedenti di violenza contro le donne.
OGAT ha descritto Ana Vivian come «una giovane lavoratrice e allegra» e ha inviato le sue condoglianze a sua madre e a suo fratello.
Con questo caso, l'osservatorio eleva a 59 i femminicidi documentati a Cuba nel 2026, un numero che supera ampiamente i 49 registrati nel 2025, e che colloca l'anno in corso come uno dei più letali da quando è iniziato il monitoraggio nel 2019.
Pinar del Río ha già accumulato quattro femminicidi confermati quest'anno.
OGAT ha registrato anche 38 tentativi di femminicidio e due omicidi di uomini nel contesto della violenza femminicida durante il 2026, e mantiene aperte indagini su 11 possibili femminicidi e 16 tentativi segnalati dall'inizio dell'anno che non sono ancora stati verificati. Inoltre, considera come possibile suicidio femminicida il caso di Bárbara Sánchez González.
Cuba non classifica il feminicidio come reato autonomo nel suo Codice Penale —l'Assemblea Nazionale ha respinto nel 2022 un emendamento per incorporarlo— e il governo non pubblica statistiche ufficiali su questi crimini.
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