
Il trovatore cubano Ray Fernández, conosciuto come «Ray Tun Tun», ha annunciato la sua ripresa dopo il brutale assalto subito giorni fa a Vedado, L'Avana, con un messaggio su Facebook tanto diretto quanto il suo stile: «Cranio cucito e denti nuovi di zecca. Sono già di nuovo in strada».
La pubblicazione, accompagnata da un selfie in cui appare sorridente, conferma che il musicista si trova fuori pericolo dopo aver subito la perdita di denti e fratture al viso e al cranio.
«Gli amici sono tra le cose migliori che la vita ci riserva. Grazie a tutti i miei cari. Sono già in strada. Sono sempre stato e sarò un libro aperto», ha scritto il troviero nel suo profilo di Facebook.
Il musicista ha riservato anche alcune parole per i suoi aggressori e per coloro che si sono rallegrati di quanto gli è accaduto: «Ai responsabili della rapina e a coloro che si gioiscono della mia disgrazia, che il Signore non se li prenda in considerazione».
L'attacco è avvenuto alcuni giorni fa intorno alle 7:00 del mattino, a soli due isolati dalla sua abitazione, nelle vicinanze del Centro Vasco, in via 4 tra 53 e 55, municipio Plaza de la Revoluzione.
I dettagli più crudi dell'assalto sono emersi da una conversazione privata che il trovador ha avuto con il chitarrista Dagoberto Pedraja, il quale ha pubblicato uno screenshot dello scambio sul suo profilo. In quel messaggio, Fernández ha descritto senza mezzi termini quanto accaduto: «Mi hanno assalito, ho perso i denti e ho diverse fratture al viso e al cranio ma sono già pronto a combattere... Davvero, la strada è diventata un western».
La ironia del caso non è passata inosservata: l'artista, che si è dichiarato «militante comunista orgoglioso» nel gennaio del 2020 e ha composto una décima lodando il ministro della Cultura Alpidio Alonso dopo che quest'ultimo ha aggredito un giornalista indipendente, è ora vittima della criminalità che affligge l'intero paese.
In maggio, lasciò sfuggire un lamento velato sui blackout con la frase: «Fidel è Fidel! Raúl è Raúl! E questo blackout non ha nome!».
Aumento della criminalità a Cuba
L'assalto a Fernández è una dimostrazione del deterioramento costante della sicurezza a Cuba. L'Osservatorio Cubano di Audit Civica (OCAC) ha registrato 2.833 reati verificati nel 2025, un aumento del 115% rispetto al 2024, con 1.536 casi di furti e 398 reati concentrati all'Avana.
Il Ministero dell'Interno ha riconosciuto un aumento del 25 % nella criminalità, anche se organizzazioni indipendenti stimano che le cifre reali siano considerevolmente più elevate.
Il Rapporto sulla Sicurezza Pubblica dell'OCAC, relativo al primo semestre di quest'anno, ha documentato 985 reati tra gennaio e giugno, rispetto ai 1.319 registrati nello stesso periodo del 2025. Il documento sottolinea che questa diminuzione del 25,3% non è affidabile a causa delle limitazioni nella segnalazione dalla Cuba.
«Le sue statistiche costituiscono un sottoregistro basato esclusivamente su fatti che riescono a diventare pubblici e che durante il 2026 i prolungati blackout, le difficoltà di collegamento e il deterioramento dell'ecosistema informativo hanno ridotto la capacità di documentarli», precisa il testo.
El Vedado, dove è avvenuto l'attacco, è un luogo piuttosto colpito: lo scorso giugno, i residenti della zona hanno denunciato più di 30 furti in case in una sola settimana.
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