Un video pubblicato questo mercoledì nel profilo di Facebook di La Kinkalla TV mostra l'accumulo di rifiuti e detriti all'angolo tra San Rafael e Galiano, uno dei quartieri più popolosi della capitale cubana, dove il parziale crollo di un edificio nell'agosto del 2025 ha provocato la morte di un lavoratore del Café Boulevard.
"Hanno trasformato questo crollo qui del boulevard in una discarica. La spazzatura e l'inquinamento continuano ad aumentare", lamenta la voce che accompagna le immagini, mentre la telecamera percorre il luogo. L'autore avverte anche sullo stato della struttura e sul pericolo che, a suo avviso, rappresenta per coloro che transitano nella zona.
Il testo che accompagna il clip afferma che "questo è solo un ulteriore esempio della negligenza e della cattiva gestione governativa dello stato cubano e se continuiamo a sopportarlo assisteremo a ulteriori crolli e alla dissoluzione della nostra storia".

Il crollo è avvenuto il 14 agosto 2025, quando il tetto del piano superiore dell'edificio è crollato trascinando quello del primo piano fino a cadere sul piano terra, dove si trovava il Café Boulevard. Diverse persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie e un lavoratore del locale ha perso la vita.
Secondo quanto denunciato dai residenti in quel momento, l'edificio, di circa un secolo di vita, era dichiarato inabitabile da anni, mentre la sua facciata riceveva ritocchi che non risolvevano i problemi strutturali dell'immobile.
Il video rimette in evidenza lo stato del luogo più di 14 mesi dopo la tragedia. Invece di una riabilitazione visibile, le immagini mostrano rifiuti e resti della struttura accumulati in uno spazio del boulevard di San Rafael, una zona emblematiche della capitale cubana.
Le reazioni degli utenti riflettono indignazione per il deterioramento e nostalgia per il passato commerciale del boulevard. "Era bello, da bambina andavo a passeggio, vedevo quei negozi, i cinema, insomma, hanno rovinato tutto", ha scritto un'utente.
Un altro ha ricordato che in quel angolo, "al piano terra c'era una caffetteria della Catena Palmares. Che orrore!". Un terzo commento ha attribuito direttamente la situazione al governo cubano. "Questo è vero, a pochissime isolati dal Capitolio, ma è colpa del governo, SOLO LORO", ha scritto.
Diversi utenti hanno identificato il sito come il vecchio "VEA", uno spazio che ricordano come punto di incontro sociale e commerciale dell'Avana. "Uno dei luoghi più emblematici dell'Avana. Tiri lei le sue stesse distruzioni, scusi, conclusioni", ha ironizzato un altro commentatore.
"Ci siamo ritrovati senza Habana", riassunse un altro utente, in una reazione che ha condensato la frustrazione espressa nei commenti riguardo al deterioramento di uno spazio associato alla memoria urbana della capitale.
La scena si inscrive in un modello di deterioramento urbano che avanza senza freni. A L'Avana collassano circa 1.000 edifici all'anno secondo cifre ufficiali, ci sono 185.348 immobili in cattivo stato e il deficit abitativo supera le 929.000 unità in tutto il paese.
La crisi dei rifiuti aggrava la situazione, con un deficit di personale, di camion per la raccolta e una crisi energetica che mantiene inattivo il sistema di raccolta dei rifiuti.
Altri spazi emblematici di Centro Habana hanno subito una sorte simile: i magazzini Ultra sono diventati un bagno pubblico, mentre strade come Monte, Zanja e Belascoaín rimangono soffocate da montagne di rifiuti.
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