OCDH presenta un reclamo formale per irregolarità nel caso di Henry Constantín

Henry Constantín (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Henry Constantín

Il Observatorio Cubano de Derechos Humanos (OCDH) ha annunciato questo venerdì di aver presentato una denuncia formale presso la Procura Provinciale di Camagüey, con copia alla Procura Militare, per presunte gravi irregolarità nel processo giudiziario contro il giornalista indipendente Henry Constantín Ferreiro, direttore de La Hora de Cuba, che oggi compie esattamente un mese di privazione della libertà.

Secondo il comunicato dell'OCDH, datato a Madrid, il reclamo si articola attorno a due irregolarità principali che l'organizzazione chiede di indagare al Tribunale Supremo Popolare e alla Procura Generale della Repubblica.

La prima è il presunto ritrovamento di un coltello artigianale tra le proprietà di Constantín durante una perquisizione nel carcere di massima sicurezza Kilo 7, a Camagüey, avvenuta giovedì.

Il giornalista nega che l'arma gli appartenga e sospetta che sia stata collocata deliberatamente nella sua cella per incastrarlo, sottolineando che i funzionari sono andati direttamente nel luogo esatto dove si supponeva avesse nascosto l'oggetto.

L'OCDH avverte che ci sono indizi che giustificano un'indagine su una possibile manomissione delle prove e il coinvolgimento di agenti della Sicurezza dello Stato nei fatti.

Come conseguenza della scoperta, il capo dell'unità penitenziaria ha ordinato di inviare Constantín in una cella di punizione per almeno 15 giorni, il che gli impedirà di ricevere la visita familiare e coniugale prevista per lunedì 19 ottobre, così come le chiamate telefoniche giornaliere a lui autorizzate.

La seconda irregolarità denunciata è la mancanza di una localizzazione confermata del suo fascicolo penale.

Il Tribunale Municipale di Camagüey ha comunicato di averlo restituito alla Procura e successivamente ha affermato di averlo inoltrato il 9 ottobre, ma nessuna delle istituzioni giudiziarie e fiscali consultate ha confermato la sua ricezione, il che ostacola il lavoro della difesa e prolunga l'incertezza processuale.

Per l'OCDH, questa situazione alimenta i sospetti di possibili interferenze gerarchiche o politiche nelle decisioni dei giudici.

L'organizzazione invita direttamente la Procura Generale a garantire un'indagine obiettiva, approfondita e libera da pressioni, che preservi le prove e identifichi i colpevoli, e alla Corte Suprema a chiarire le irregolarità nella gestione del caso e a garantire l'indipendenza giudiziaria.

L'OCDH richiede inoltre misure immediate di protezione e garanzie di riservatezza per chi ha presentato la denuncia, i familiari e i legami del giornalista, i suoi avvocati e i possibili testimoni.

Constantín è stato arrestato il 16 settembre dopo essersi presentato a una convocazione della polizia a Camagüey, accusato di disobbedienza per non essersi presentato a una chiamata migratoria alcuni giorni prima, accusa che lui nega e che, in ogni caso, non comporta pena detentiva.

Il suo caso ha motivato pronunciamenti del Comitato per la Protezione dei Giornalisti, Reporters sans frontières, la Società Interamericana di Stampa e l'amministrazione di Donald Trump, che ha chiesto la sua liberazione.

«L'indipendenza giudiziaria non ammette autorizzazioni politiche; l'indagine penale non ammette prove fabbricate; e denunciare un'illecito non può mai giustificare ritorsioni», conclude il comunicato dell'OCDH.

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