La Fiscalía chiede fino a dieci anni di carcere per quattro dissidenti di Granma, secondo elTOQUE

Tre oppositori cubani affrontano dure richieste di prigioneFoto © Collage reti sociali e CiberCuba/SORA

La Procura Provinciale di Granma richiede pene da cinque a dieci anni di carcere per quattro dissidenti cubani, in un processo che include tra i suoi elementi accusatori video critici nei confronti del regime, messaggi di WhatsApp e ricariche telefoniche, secondo un'inchiesta pubblicata questo mercoledì dal media indipendente elTOQUE.

La informazione proviene dalle conclusioni provvisorie del Fascicolo di Fase Preparatoria 45/2025, datato 21 luglio 2026, al quale il portale di notizie afferma di aver avuto accesso.

Il documento consente di conoscere le richieste individuali della Procura, ma non costituisce una sentenza né significa che le richieste siano state formulate questa settimana.

Secondo l'indagine, le pene richieste sono di dieci anni di reclusione per Ariel Eugenio Arzuaga Peña; nove per sua moglie, Yaquelín García Jaén; sette per Daniel Barrios Figueredo; e cinque per Yoalis Mayelin Figueredo Carbonell.

I quattro sono accusati dei presunti reati di «propaganda contro l'ordinamento costituzionale» e «disordini pubblici».

La Procura attribuisce loro anche legami con Cuba Primero, un'organizzazione di opposizione fondata a Miami e inclusa dal Ministero dell'Interno cubano nella sua lista nazionale di presunte organizzazioni terroristiche.

L'appartenenza degli accusati a quella organizzazione è uno dei riscontri riportati nel fascicolo e non deve essere presentata come un fatto dimostrato giuridicamente. Né le richieste della procura equivalgono a condanne.

I fatti descritti dall'accusa si sono verificati tra ottobre e novembre 2024. Secondo elTOQUE, il documento menziona registrazioni diffuse tramite il programma di social media Cántalo TV, scambi in gruppi di WhatsApp e video relativi a una manifestazione.

Uno dei episodi utilizzati contro Arzuaga è una registrazione del 23 ottobre 2024 in cui metteva in discussione la fame, la miseria e la scarsità di cibo, acqua ed elettricità a Cuba, oltre a chiamare la popolazione a unirsi per richiedere cambiamenti politici.

La Procura interpreta queste dichiarazioni come parte di presunti inviti a commettere reati. Tuttavia, l'analisi di elTOQUE sottolinea che le espressioni riprodotte nel documento costituiscono critiche al Governo e appelli all'unità, senza istruzioni concrete per compiere atti violenti.

Il mezzo sottolinea che nelle pagine del fascicolo a cui ha avuto accesso non sono attribuiti a nessuno dei quattro accusati atti di violenza né danni materiali.

Un'altra registrazione menzionata dalla Procura raccoglie una denuncia presentata da Arzuaga dopo l'arresto di sua moglie, legata a una perquisizione effettuata in un'abitazione familiare.

Secondo l'indagine, il documento accusatorio presenta quella denuncia pubblica come un indizio della presunta intenzione di divulgare informazioni contro le autorità.

Le comunicazioni digitali occupano anch'esse un posto importante nell'accusa. Il documento menziona il presunto coinvolgimento degli implicati in due gruppi di WhatsApp, denominati Fieles Valientes  e Taller de Libertad de Expresión, nei quali, secondo la Procura, si trattavano questioni relative ai diritti umani.

Nel caso di Daniel Barrios Figueredo, l'accusa include l'invio tramite WhatsApp di vari video di una protesta avvenuta il 5 novembre 2024 nel quartiere Camilo Cienfuegos, a Bayamo.

La sua famiglia sostiene che Barrios fosse spettatore di una delle manifestazioni e che sia stato arrestato dopo essersi presentato a una convocazione della polizia il giorno successivo.

Il documento riporta anche due ricariche di credito telefonico che Barrios avrebbe ricevuto il 30 ottobre e il 4 novembre 2024.

Secondo elTOQUE, la Procura utilizza certificati dell'Impresa di Telecomunicazioni di Cuba (Etecsa) per presentare queste operazioni all'interno di un supposto finanziamento proveniente dall'estero.

Tra i materiali citati dalla Procura figurano anche perizie informatiche sui telefoni sequestrati a Barrios e Arzuaga, rapporti istituzionali su Cuba Primero e valutazioni del cosiddetto comportamento «controrivoluzionario» degli accusati.

In those reports, according to the research, issues such as the lack of integration in mass organizations aligned with the regime.

Nel caso di Arzuaga, il fascicolo riporta addirittura che «è solito ascoltare musica sovversiva a volumi elevati».

Per elTOQUE, questi elementi mostrano come il documento fiscale utilizzi espressioni politiche, comunicazioni private e comportamenti personali per giustificare le accuse. 

La ricerca precisa, inoltre, che la Procura richiede otto anni di prigione per Arzuaga Peña e García Jaén per il reato di propaganda contro l'ordine costituzionale, a cui si aggiungono le pene richieste per disordini pubblici fino a raggiungere i totali di diciannove anni, rispettivamente.

Il processo ha come antecedente le detenzioni di tre degli accusati nel novembre del 2024. Secondo le informazioni pubblicate, Barrios è stato arrestato il giorno 6; García Jaén, l'8; e Arzuaga Peña, il 27 di quel mese.

I tre rimanevano in detenzione preventiva senza processo quando è stata pubblicata l'indagine, quasi 23 mesi dopo i loro arresti. Per quanto riguarda Yoalis Mayelin Figueredo Carbonell, le pagine del fascicolo esaminate da elTOQUE non consentono di precisare la sua situazione processuale.

La detenzione di García Jaén era stata denunciata dall'organizzazione di consulenza legale Cubalex. In una pubblicazione del 21 novembre 2024, l'ente ha segnalato presunte irregolarità durante la perquisizione della sua abitazione e il suo arresto.

Cubalex ha denunciato quindi la presunta assenza di ordini di perquisizione e arresto, la mancanza di comunicazione formale delle accuse e l'isolamento dell'attivista.

Ha anche riferito che inizialmente era stata accusata di «vendita illecita di alimenti» e che successivamente le è stato attribuito il presunto reato di «istigazione a delinquere».

I reati descritti nel novembre 2024 non devono essere confusi con quelli che compaiono nelle conclusioni provvisorie di luglio 2026.

La situazione di García Jaén è stata nuovamente affrontata in un reportage di elTOQUE pubblicato ad agosto, che ha raccolto dichiarazioni dell'attivista dal carcere, testimonianze familiari e la valutazione di un avvocato di Cubalex.

Secondo l'ultima ricerca, nel luglio del 2026 il Tribunale Provinciale Popolare di Granma ha respinto un ricorso di habeas corpus presentato dalla difesa di García Jaén.

El scritto fiscale richiede l'apertura del processo orale davanti alla Camera dei Delitti contro la Sicurezza dello Stato del Tribunale Provinciale Popolare di Santiago di Cuba. L'inchiesta non identifica una data fissata per l'udienza.

Il caso solleva interrogativi sull'uso del diritto penale rispetto all'espressione politica e sulla durata della detenzione preventiva.

La libertà di espressione e la manifestazione pacifica sono riconosciute negli articoli 54 e 56 della Costituzione cubana, mentre gli strumenti internazionali sui diritti umani proteggono la presunzione di innocenza e il diritto a essere giudicati entro un termine ragionevole.

Le accuse relative a pubblicazioni critiche sono emerse anche in altri processi recenti. All'inizio di ottobre è emerso che la Procura richiedeva fino a dieci anni di carcere per i giovani del progetto El4tico, a Holguín, a causa di video diffusi sui social media.

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