
Una giudice federale di New York ha ordinato la sospensione per 14 giorni di una campagna pubblicitaria televisiva a favore del presidente Donald Trump, finanziata con fondi del Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (DHS), ritenendo che ci siano solide basi per mettere in discussione la legalità dell'uso di questi fondi pubblici.
La decisione è stata adottata domenica da Jennifer L. Rochon, giudice della Corte Federale del Distretto Meridionale di New York, mediante un ordinanza giudiziaria temporanea di quattro pagine.
Questo lunedì, la magistrata ha pubblicato una motivazione di 40 pagine in cui ha spiegato le ragioni del suo intervento.
La misura obbliga il Governo a annullare gli spazi pubblicitari pendenti degli annunci contestati, sospende l'ordine d'acquisto utilizzato per la loro diffusione e impedisce di effettuare nuovi pagamenti sotto quel contratto finché la restrizione rimane in vigore.
Inoltre, vieta di utilizzare, trasferire o erogare fondi assegnati al DHS per produrre, distribuire o trasmettere tali annunci, così come di stabilire, rinnovare o ampliare accordi destinati alla loro diffusione.
La misura è entrata in vigore alle 18:45 di domenica 11 ottobre, ora di New York, e ha una durata iniziale di 14 giorni, sebbene la giudice possa prorogarla.
Rochon ha inoltre richiesto che l'amministrazione notificasse immediatamente la decisione all'azienda appaltatrice e presentasse un rapporto di conformità entro le 24 ore successive.
Il divieto si riferisce specificamente agli annunci identificati nel contenzioso e non costituisce una sospensione generale della pubblicità del Governo statunitense.
Il fascicolo giudiziario indica che l'Ufficio di Amministrazione e Bilancio della Casa Bianca (OMB) aveva destinato 20 milioni di dollari per finanziare la campagna attraverso risorse collegate al DHS e all'Ufficio delle Dogane e della Protezione Frontiera (CBP).
L'ordine di acquisto, datato intorno al 20 settembre, è stato sottoscritto con Lepugh Inc., che opera come LMD Agency, per affittare spazi e distribuire gli annunci. Il contratto esaminato dal tribunale riguarda la collocazione pubblicitaria, non la produzione originale dei video.
Secondo una dichiarazione presentata dallo stesso DHS al tribunale, l'azienda aveva affittato spazi pubblicitari fino all'11 ottobre per un costo approssimativo di 19 milioni di dollari.
Tuttavia, tale importo corrisponde al valore approssimativo delle spese pubblicitarie, non necessariamente a denaro già pagato. L'agenzia ha riconosciuto di aspettarsi di ricevere in seguito la fattura finale per i servizi resi.
La campagna ha iniziato a diffondersi alla fine di settembre e includeva annunci che evidenziavano risultati attribuiti all'amministrazione Trump, messaggi sui suoi avversari politici e altri legati a questioni internazionali.
Uno dei manifesti, intitolato «Final Battle», riprendeva immagini e dichiarazioni utilizzate durante la campagna presidenziale di Trump nel 2024, sebbene in questa versione identificasse il Governo statunitense come responsabile del suo finanziamento.
Altri annunci trattavano la politica estera nei confronti di Iran e Venezuela. I cinque materiali identificati nel fascicolo erano accompagnati da un'indicazione che attestava che erano stati pagati dal Governo degli Stati Uniti.
La denuncia è stata presentata da una coalizione che include l'organizzazione di monitoraggio governativo Common Cause, il sindacato SEIU Local 32BJ, il suo comitato di azione politica Empire State 32BJ SEIU PAC e Robert Hunter, candidato democratico alla Camera dei Rappresentanti dell'Alabama.
I querelanti sostengono che l'amministrazione ha utilizzato risorse approvate dal Congresso per scopi diversi da quelli autorizzati e che gli annunci costituiscono propaganda politica finanziata con denaro dei contribuenti, in vista delle elezioni legislative di novembre.
Nella sua motivazione pubblicata questo lunedì, Rochon ha concluso in modo provvisorio che i querelanti avevano dimostrato una chiara e sostanziale probabilità di prevalere nelle loro pretese riguardanti l'uso improprio delle assegnazioni di bilancio.
La magistrata ha esaminato in particolare la Legge sul Procedimento Amministrativo (APA), la disposizione federale che richiede di utilizzare i fondi pubblici esclusivamente per gli scopi autorizzati dal Congresso, contenuta nell'articolo 1301 del titolo 31 del Codice degli Stati Uniti, e le restrizioni di bilancio riguardanti la pubblicità e la propaganda.
La giudice ha sottolineato che le risorse utilizzate provenivano da un fondo destinato ad attività legate alla sicurezza delle frontiere, inclusi eventi commemorativi e riconoscimenti collegati a tale missione.
Secondo la sua analisi, il Congresso non aveva autorizzato l'utilizzo di quei fondi per finanziare la campagna pubblicitaria contestata.
Rochon ha anche ritenuto che consentire la continuazione degli annunci potrebbe causare danni difficili da riparare ai querelanti durante il periodo elettorale, il che giustificava un intervento giudiziario immediato.
Per parte sua, l’amministrazione ha sostenuto durante il processo che la campagna era in fase di conclusione e che aveva ordinato all'azienda di non contrattare nuovi spazi dopo l'11 ottobre. Ha inoltre messo in discussione che i querelanti avessero legittimazione per presentare la richiesta e ha sostenuto che il contenzioso avesse perso oggetto.
La magistrata ha respinto questi argomenti in questa fase. Ha spiegato che esistevano ancora obbligazioni contrattuali, possibili pagamenti in sospeso e dubbi sulla continuità delle emissioni, per cui l'annuncio che la campagna stava concludendosi non rendeva superflua l'intervento giudiziario.
La decisione non costituisce una sentenza definitiva sulla legalità dell'intera campagna, ma una misura cautelare mentre continua il processo identificato come Common Cause et al. v. Department of Homeland Security et al., fascicolo 1:26-cv-08882.
L'ambito pratico dell'ordine dipenderà dal suo rispetto e dalle prossime decisioni del tribunale. La sospensione giudiziaria, di per sé, non consente di confermare che tutti gli annunci abbiano effettivamente smesso di essere trasmessi dal momento in cui è entrata in vigore.
La controversia per il finanziamento della campagna era iniziata prima dell'intervento giudiziario. Il 5 ottobre, Trump annunciò che avrebbe utilizzato risorse raccolte da MAGA Inc., un comitato di azione politica che lo sostiene, per finanziare futuri annunci.
Tuttavia, secondo quanto riportato da Associated Press, il presidente non si è impegnato a restituire i fondi pubblici utilizzati fino a quel momento. Il cambiamento di finanziamento annunciato non implicava necessariamente un rimborso delle spese precedenti.
Da parte sua, il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto durante il processo che la campagna era già programmata per terminare domenica 11 ottobre, ritenendo quindi superflua un'intervento giudiziario.
Secondo quanto spiegato da CNN nella sua copertura del caso, il DHS aveva istruito l'azienda appaltatrice di non acquisire nuovi spazi pubblicitari dopo quella data e ha assicurato che non esistevano piani per continuare gli acquisti.
L'amministrazione ha inoltre difeso i materiali come annunci di servizio pubblico e ha sostenuto davanti al tribunale che non erano rivolti contro candidati elettorali o partiti politici specifici.
La controversia ha assunto una nuova dimensione questo lunedì, quando The Washington Post ha riportato che due degli annunci hanno continuato a essere trasmessi dopo l'orario limite stabilito dalla giudice.
Secondo il giornale, l'amministrazione ha sostenuto di non aver ricevuto l'ordine del tribunale con sufficiente anticipo per annullare quelle emissioni. I querelanti hanno richiesto un'udienza per esaminare il rispetto della misura.
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