
La chiusura repentina del ristorante El Cochinito ha generato preoccupazione, costernazione e un intenso dibattito tra gli abitanti del comune di Bauta, nella provincia di Artemisa.
Si dice che la misura è stata attuata dopo la cancellazione unilaterale del contratto di locazione alla Mipyme Manjares S.U.R.L., gestita dall'imprenditrice Camila Noa. Si parla anche di presunti problemi sanitari che avrebbero portato alla sua chiusura temporanea.
L'immobile storico è rimasto per anni in stato di degrado sotto la gestione dell'Empresa Municipal de Comercio. Dopo essere stato affittato e inaugurato nel giugno del 2026, lo spazio è stato sottoposto a una ristrutturazione. I residenti locali e gli utenti sui social media hanno sottolineato che non solo è stata restaurata l'infrastruttura, ma sono stati creati posti di lavoro, attività culturali, una buona presenza e un ottimo buffet, oltre a fornire pasti gratuiti agli anziani.
Attorno alle cause esatte della chiusura esistono diverse versioni. Da un lato, Lázara Bárbara Mezquía Hechevarría, direttrice della Filiale Municipale di Commercio, ha affermato pubblicamente che l'Impresa Municipale di Commercio ha preso la decisione di chiudere a causa del presunto mancato rispetto delle clausole del contratto, rilevato durante un'ispezione.
Tuttavia, fonti vicine al governo locale affermano che il motivo principale risiedeva nel mancato pagamento dell'affitto e attribuiscono ai proprietari della Mipyme la responsabilità della rottura contrattuale.
Da parte loro, testimonianze di residenti segnalano l'arrivo di ispettori, senza precisare se appartenessero al Consiglio di Amministrazione Municipale (CAM) o all'ente provinciale, e che hanno ordinato la paralizzazione immediata delle operazioni dopo aver denunciato presunti illeciti.
I vicini della zona confermano a CiberCuba che da giorni El Cochinito è chiuso, ma non sanno cosa sia successo. Nel frattempo, al telefono una lavoratrice ha detto che hanno chiuso per un problema e che stanno aspettando una risposta, senza precisare quali ostacoli stiano affrontando per riaprire al pubblico.
Fino ad ora, ufficialmente non vengono chiariti i fatti né cosa accadrà con l'ingente investimento realizzato dagli affittuari, se ci sarà un meccanismo di compensazione per il capitale impiegato per salvare l'immobile dalle rovine.
Conclusione: le cause della cessazione dell'attività non sono state rese note e nella zona non si parla d'altro che dell'insicurezza giuridica che ha portato a interrompere un'attività privata nel comune.
L'evento si colloca in un contesto in cui lo Stato cede strutture deteriorate al settore privato per il loro recupero, mentre imprenditori e osservatori segnalano la vulnerabilità di queste attività di fronte a decisioni amministrative unilaterali e discrezionali. Questo episodio riaccende le preoccupazioni riguardo alla sicurezza giuridica e alle garanzie per gli investimenti nel paese, ricordando casi precedenti come quello della commercializzatrice Diplomarket, di Frank Cuspinera, il cui business è stato oggetto di intervento e affronta un procedimento penale.
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