
Il veterano giornalista di Holguín Alfredo Carralero Hernández è deceduto questo mercoledì a L'Avana, a causa di una patologia epatica che lo teneva ricoverato nell'Ospedale Clinico Chirurgico Hermanos Ameijeiras.
La notizia è stata confermata dalla Agencia Cubana de Noticias (ACN), istituzione alla quale ha dedicato la maggior parte della sua vita professionale e che nel 2019 lo ha insignito del Premio per l'Opera della Vita, il riconoscimento più alto che il mezzo conferisce ai suoi giornalisti.
Nato ad Antillita, un quartiere rurale del municipio di Holguín ad Antilla, «El Carra», come lo chiamavano affettuosamente familiari, amici e colleghi, scoprì la sua vocazione all'età di 12 o 13 anni osservando suo padre leggere attentamente giornali e riviste.
Aunque si è laureato come elettricista all'Istituto Tecnologico di Holguín, non ha mai esercitato quella specialità: nel 1969 ha iniziato la sua carriera come corrispondente del giornale Juventud Rebelde nella vecchia regione di Banes e Antilla, dopo aver completato un corso di formazione a L'Avana.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con il giornale Sierra Maestra di Santiago di Cuba; il settimanale banense Antorcha e il settimanale di Holguín ¡Ahora!, di cui è stato direttore, media sotto il controllo del Partito Comunista di Cuba.
Al fronte di ¡Ahora! fondò le riviste Ámbito —dedicata agli avvenimenti culturali— e Serranía —specchio della vita in montagna—, e promosse gli spazi informativi Agente PNR e Ante el tribunal.
Il suo legame con l'ACN è durato circa 37 anni, durante i quali ha diretto le corrispondenze dell'agenzia a Sancti Spíritus — di cui è stato fondatore —, Ciego de Ávila e Holguín, quest'ultima dal 2002 fino al suo ritiro.
Ricevette vari riconoscimenti, come la categoria di Vanguardia Nazionale nel 1998, lo Scudo di Holguín conferito dal Governo provinciale su proposta dell'Unione dei Giornalisti di Cuba, il Premio Abraham Portuondo per l'intero percorso professionale —ricevuto a marzo 2023— e la Moneta Commemorativa per il 60º anniversario della UPEC, a luglio dello stesso anno.
Su fallecimento si aggiunge a quello di altri giornalisti ufficialisti cubani deceduti nel 2026, come Héctor Paz Alomar, del giornale Invasor, di Ciego de Ávila; Lázaro José Chiang Macate, veterano reporter di Radio Reloj, e Santiago Ramírez Frías, della radio di Cárdenas.
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