
Autorità della provincia di Guantánamo stanno indagando sulla presunta commercializzazione illegale di almeno otto sacchi di riso importato trovati in un'abitazione della località di Campanón, nel municipio El Salvador.
Il caso, riportato dal profilo ufficiale di Facebook «Guantánamo y su Verdad», ha sollevato sospetti sul fatto che il prodotto potrebbe far parte della donazione ricevuta dalla Cina e destinata alla cesta di base.
La alert sarebbe emersa dopo la denuncia di un vicino, che ha richiamato l'attenzione sulle caratteristiche del prodotto e sul suo imballaggio, così come sulla sua presunta commercializzazione.
Le autorità hanno sequestrato il riso nell'abitazione e il cittadino coinvolto —che, secondo la pubblicazione, non aveva un legame lavorativo— non è riuscito a giustificare la provenienza del prodotto.
Secondo il profilo ufficiale, la mancanza di una spiegazione riguardo all'origine del riso ha rafforzato i sospetti di un possibile ottenimento illecito e ha portato all'apertura delle indagini del caso.
Fino a questo momento, non è stato ufficialmente confermato se il cereale corrisponda alla donazione cinese.
La fonte ufficiale ha assicurato che proseguono le indagini per determinare l'origine esatta del riso e stabilire responsabilità, un'inchiesta che dovrà chiarire non solo come il prodotto sia arrivato in quella abitazione, ma anche se altre persone abbiano partecipato al suo presunto smistamento e commercializzazione.
Reazioni: tra applausi e diffidenza
La pubblicazione ha generato un'ondata di commenti che hanno mescolato sostegno all'operazione con un profondo scetticismo riguardo al suo reale impatto.
Vari utenti hanno chiesto che l'indagine non si limiti a scoprire chi avesse il riso.
«È molto necessario arrivare fino al fornitore», ha rivendicato un utente. Un altro è stato più esplicito e ha chiesto «di seguire la catena di traffico, da dove è partito fino all'abitazione dell'impegnato».
La sfiducia ha dominato buona parte delle reazioni.
«Il popolo non vede i donativi»; «Non è una novità, è qualcosa di generalizzato, soprattutto quando si tratta di donazioni»; «Ora li sequestrano, ma non vanno al popolo, stanne certo», sono state altre opinioni.
Il donativo cinese
Nel gennaio del 2026, il presidente cinese Xi Jinping ha autorizzato la donazione di 60.000 tonnellate di riso a Cuba in quattro lotti, oltre a 80 milioni di dollari per attrezzature elettriche. Aggiungendo una spedizione precedente, il totale impegnato per l'isola nel 2026 ammonta a 90.000 tonnellate.
Il terzo carico di 15.000 tonnellate è arrivato il 13 agosto alla terminal Haiphong del Porto dell'Havana, in una cerimonia presieduta dal vicepremier Óscar Pérez-Oliva Fraga.
I sacchi utilizzati in quella donazione portano iscrizioni in cinese e spagnolo —«Assistenza dalla Cina», «Riso dalla Cina» e «Per un futuro condiviso»—, distintivi che permettono di riconoscere l'imballaggio impiegato in quelle spedizioni, anche se da soli non dimostrano che i sacchi utilizzati a Guantánamo provengano da quella donazione.
Dopo aver ricevuto quel carico, il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha ringraziato per la donazione, definendola come una dimostrazione della «solidarietà e della fratellanza invariable tra le due nazioni, evidente nei momenti più difficili».
Antecedenti di deviazioni alimentari e segnalazioni sulle donazioni
Nel febbraio del 2026, cinque lavoratori dell'Impresa Maggiorista di Alimenti di Las Tunas sono stati condannati a pene comprese tra 11 e 13 anni di prigione per malversazione di riso, zucchero, piselli e fagioli destinati al paniere familiare, con un danno stimato di 623.088 pesos e un impatto su più di 50.000 famiglie.
A questo si aggiunge che ad aprile l'ONG Food Monitor Program ha denunciato che donazioni dal Messico sarebbero finite in negozi statali in MLC, cosa che il governo cubano ha negato.
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