Trump elogia il sistema elettorale in Brasile e definisce «corrotto» quello degli Stati Uniti.

Donald TrumpFoto © X/La Casa Bianca

Donald Trump ha definito questo lunedì come «corrotto» il sistema elettorale degli Stati Uniti, paragonandolo alla rapidità con cui il Brasile ha pubblicato i risultati del primo turno presidenziale, tenutosi domenica con oltre 125 milioni di elettori.

Il presidente statunitense ha pubblicato il messaggio sulla sua rete Truth Social, sottolineando che i risultati brasiliani sono stati resi noti lo stesso giorno della chiusura delle urne. «A Detroit, Filadelfia, California e in molte altre città e stati degli Stati Uniti, i risultati —con cifre molto più basse— spesso impiegano settimane per essere truccati… voglio dire, calcolati», ha scritto.

La pubblicazione, tuttavia, ha avuto un inciampo iniziale: nella sua versione originale Trump ha confuso il Brasile con l'India, attribuendo le elezioni brasiliane a quel paese asiatico. L'errore è stato corretto alcune ore dopo, ma era già stato ampiamente deriso nei media di India, Brasile e Stati Uniti, dato che l'India non ha tenuto alcuna elezione presidenziale in quel giorno e, inoltre, il suo capo di Stato non viene eletto mediante voto popolare diretto.

Una volta corretto il testo, Trump ha concluso il suo post con una frase incisiva: «Votare in America è CORROTTO!».

Il contrasto scelto da Trump non è casuale. Il Brasile utilizza un sistema di urne elettroniche gestito dal Tribunal Superior Electoral (TSE) sin dagli anni novanta, che trasmette i risultati in modo digitale e automatico alla chiusura delle urne, permettendo di pubblicare dati definitivi in poche ore. Negli Stati Uniti, invece, ogni stato stabilisce le proprie norme di conteggio, il che genera differenze significative nei tempi di pubblicazione.

In stati chiave come Texas, Florida, Pennsylvania, Georgia o Carolina del Nord, i risultati tendono ad essere conosciuti a un alto livello di scrutinio in circa 24 ore, mentre in altri il conteggio totale può allungarsi per settimane, soprattutto se i margini sono ristretti o vengono richiesti riconteggi.

Le dichiarazioni di Trump non sono nuove. Dalle elezioni del 2020, vinte dal democratico Joe Biden, il presidente ha sostenuto senza prove che ci sia stato un frode di massa. Queste accuse sono state respinte da decine di tribunali e revisori contabili statali, e hanno preceduto l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

In merito alle elezioni brasiliane che hanno motivato il commento, Flávio Bolsonaro ha sconfitto Lula al primo turno con circa il 47% dei voti contro il 45% del presidente in carica. Non avendo nessuno dei due raggiunto la maggioranza assoluta, ci sarà un secondo turno il 25 ottobre.

Flávio Bolsonaro, senatore e figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, ha incontrato Trump alla Casa Bianca il 26 maggio scorso e gli ha promesso di integrare il Brasile nel «Scudo delle Americhe» se avesse vinto le elezioni. Suo padre, Jair Bolsonaro, è inabilitato fino al 2030 proprio per aver guidato una cospirazione per un colpo di stato nel 2022.

Le elezioni in Brasile rappresentano inoltre una cattiva notizia per il regime cubano, che osserva con preoccupazione il progresso di Flávio Bolsonaro, la cui piattaforma è apertamente contraria alle dittature di sinistra della regione.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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