Carney riconosce nuove informazioni sul Sindrome di La Habana e valuterà la risposta del Canada

Illustrazione sul Sindrome di L'Avana e il Canada.Foto © CiberCuba

Il primo ministro del Canada, Mark Carney, ha riconosciuto che è emersa «nuova informazione» sugli incidenti di salute noti come Sindrome di L'Avana e ha assicurato che attenderà di ricevere un rapporto dettagliato prima di decidere quale risposta adotterà il suo governo.

Carney ha fatto le dichiarazioni il 29 settembre durante una conferenza stampa a Vancouver trasmessa integralmente da CPAC, dopo essere stato interrogato sulle recenti rivelazioni riguardanti le attività di funzionari canadesi a Cuba e su nuove informazioni emerse negli Stati Uniti.

«Spero che mi informino sulla situazione. È emersa nuova informazione e prenderò una decisione dopo», ha risposto il capo del Governo canadese.

Carney ha aggiunto che lo Stato ha un obbligo di protezione verso i diplomatici canadesi che lavorano all'estero, ma non ha annunciato la riapertura dell'indagine né confermato la creazione di una nuova inchiesta indipendente.

Cosa è cambiato dopo le ultime rivelazioni

La dichiarazione rappresenta il primo pronunciamento pubblico di Carney dopo che nuove informazioni hanno nuovamente messo sotto scrutinio quanto accaduto a L'Avana tra il 2016 e il 2018.

CiberCuba ha informato lo scorso 27 settembre riguardo a un'indagine di The Globe and Mail basata su due fonti anonime, secondo la quale il personale diplomatico canadese avrebbe raccolto informazioni di interesse per gli Stati Uniti durante quegli anni.

Una delle fonti ha riferito che un funzionario collegato al Global Security Reporting Program (GSRP) dell'ambasciata canadese condivideva occasionalmente informazioni con il personale statunitense a L'Avana. Un'altra ha affermato che apparecchiature di comunicazione introdotte dagli Stati Uniti sotto copertura diplomatica sarebbero state utilizzate da strutture collegate al Canada.

Il governo canadese ha respinto la caratterizzazione del GSRP come un programma di spionaggio e sostiene che i suoi funzionari svolgano attività diplomatiche nel rispetto del quadro giuridico pertinente.

Il rapporto ufficiale del Canada è giunto a una conclusione diversa

Fino ad ora, la posizione ufficiale di Ottawa rimane basata sul rapporto pubblicato da Global Affairs Canada nell'agosto del 2024 riguardante i cosiddetti «incidenti di salute inexplicabili» avvenuti a Cuba.

Después di anni di ricerche mediche, ambientali e di sicurezza, il gruppo interdipartimentale canadese ha dichiarato che non ha trovato prove che permettessero di attribuire i sintomi a un atto di malevolenza da parte di un governo straniero e non ha neanche identificato una causa comune che spiegasse tutti i casi.

Il rapporto, tuttavia, ha chiarito che il governo canadese non mette in discussione l'autenticità dei sintomi sofferti dai diplomatici e dai loro familiari, alcuni dei quali hanno denunciato per anni problemi neurologici, vertigini, mal di testa, difficoltà cognitive e altre conseguenze.

Il fascicolo è stato successivamente trasferito nell'ambito della salute occupazionale all'interno di Global Affairs Canada.

Un programma situato in una «zona grigia»

Un altro documento ufficiale aggiunge contesto alle nuove rivelazioni.

Nel 2023, la National Security and Intelligence Review Agency (NSIRA), organismo indipendente di supervisione dell'intelligence in Canada, ha esaminato il funzionamento del GSRP.

NSIRA ha descritto il programma come situato in una «zona grigia» tra le funzioni diplomatiche tradizionali e la raccolta di informazioni collegate a priorità d'intelligence.

L'agenzia ha inoltre sottolineato che alcuni funzionari non avevano sufficiente orientamento giuridico sui limiti delle loro attività e ha raccomandato di rafforzare i protocolli di sicurezza, la supervisione e la formazione legale.

Ese rapporto non ha stabilito che i funzionari canadesi stessero conducendo spionaggio a Cuba, né ha collegato il GSRP ai problemi di salute sofferti dai diplomatici.

Il dispositivo che indaga gli Stati Uniti

Le domande a Carney arrivano anche dopo che inchieste giornalistiche negli Stati Uniti hanno rivelato un altro elemento che ha riattivato il dibattito sull'origine degli incidenti.

CBS News ha riportato a gennaio che le autorità statunitensi hanno acquisito alla fine del 2024 un dispositivo portatile in grado di emettere energia a radiofrequenza pulsata e che il Pentagono lo ha sottoposto a test per determinare se una tecnologia di questo tipo potrebbe riprodurre alcuni degli effetti descritti da persone coinvolte.

L'apparecchio avrebbe componenti di origine russa, secondo le fonti citate dalla rete. Tuttavia, non esiste fino ad ora una determinazione ufficiale pubblica che dimostri che quel dispositivo sia stato utilizzato a L'Avana, che abbia provocato i sintomi dei diplomatici o che un governo specifico abbia ordinato gli incidenti.

CiberCuba ha seguito queste ricerche e ha riportato a luglio i primi pagamenti di compensazioni effettuati negli Stati Uniti ai sensi della Legge HAVANA per il personale coinvolto.

Carney non ha ancora deciso se ci sarà una nuova indagine

Le ultime rivelazioni hanno spinto ex funzionari dell'intelligence e della sicurezza canadese, citati da The Globe and Mail, a chiedere una revisione indipendente del caso e dell'operato del governo nei confronti dei diplomatici interessati.

Tra le possibilità proposte pubblicamente c'è quella che la questione venga esaminata dal National Security and Intelligence Committee of Parliamentarians, i cui membri hanno accesso a informazioni riservate.

Per ora, il governo non si è impegnato con questa opzione.

La ministra canadese degli Affari Esteri, Anita Anand, ha chiesto ai funzionari di alto livello del suo dipartimento di esaminare il fascicolo, ma il suo ufficio ha chiarito che tale richiesta non equivaleva a ordinare la riapertura formale delle conclusioni del 2024.

La posizione di Carney pone ora il caso in una fase diversa: il primo ministro ha riconosciuto che esistono nuove informazioni che meritano di essere esaminate e ha dichiarato che prenderà una decisione dopo aver ricevuto una spiegazione dettagliata.

Questo non significa ancora che il Canada abbia cambiato le sue conclusioni sull'origine del Sindrome di La Habana, ma indica che il fascicolo è di nuovo sul tavolo quasi un decennio dopo che i primi sintomi sono stati segnalati da diplomatici statunitensi e canadesi a Cuba.

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