Haydée Milanés sostiene Anna Bensi e sua madre: «La giustizia arriverà nella nostra terra»

Haydée Milanés supporta Anna Bensi e sua madreFoto © Collage Facebook/Haydee Milanes e Anna Bensi

La cantante cubana Haydée Milanés ha espresso questo giovedì il suo sostegno a Anna Sofía Benítez Silvente, conosciuta come Anna Bensi, e a sua madre, Caridad Silvente, in coincidenza con la celebrazione del processo che entrambe affrontano a L'Avana.

In un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook, Milanés ha espresso la sua solidarietà a madre e figlia e ha definito il processo giudiziario come un «giudizio senza senso».

«Tutto il mio sostegno per Anna Bensi e sua madre, che oggi affronteranno un processo senza senso, tutto per essere state coerenti e aver denunciato pacificamente la terribile e insostenibile realtà che vive il popolo cubano», ha scritto l'artista.

Milanés ha concluso il suo messaggio con un'espressione di speranza per il futuro dell'isola: «La giustizia arriverà nella nostra terra. Io ho fede».

La dichiarazione della cantante amplifica le numerose manifestazioni pubbliche di sostegno che Bensi e Silvente hanno ricevuto durante la giornata.

También questo giovedì, Dianelys Alfonso Cartaya, conosciuta artisticamente come La Diosa, ha chiesto ai cubani all'interno dell'isola di non lasciare sola la giovane durante il processo.

«Non lasciarla sola. Lei sta parlando per te e per la tua famiglia», ha espresso la cantante. 

La solidarietà si è fatta vedere anche nei dintorni del tribunale.

La religiosa Sor Nadieska Almeida e il sacerdote Lester Rafael Zayas Díaz sono stati tra le decine di persone che sono accorse per accompagnare madre e figlia, insieme ad attivisti, amici e membri di comunità religiose.

La giornata è stata caratterizzata anche da denunce di sorveglianza, restrizioni dei movimenti e arresti di persone che cercavano di recarsi al tribunale.

Anna Bensi è arrivata insieme a sua madre tra gli applausi di coloro che sono riusciti ad avvicinarsi al luogo e ha denunciato che pattuglie, poliziotti in uniforme e agenti in abiti civili le avevano seguite sin da quando sono uscite dalla loro abitazione e durante il tragitto verso il tribunale. 

Il processo contro Bensi e Silvente è legato alla pubblicazione sui social media di un video in cui appariva un agente del Ministero dell'Interno che si era recato presso la loro abitazione per consegnare una citazione della Sicurezza dello Stato.

Ambedue sono accusate di «atti contro la privacy personale e familiare». 

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