
Una famiglia di Matanzas apre ogni dicembre le porte della propria casa per invitate a cena i vicini meno abbienti, sfruttando un piccolo cortile per produrre parte dei cibi che consuma e condividere con altre persone della comunità, in una pratica che è diventata una alternativa di sopravvivenza di fronte alla crisi.
La storia è stata pubblicata questo sabato da il quotidiano ufficiale Granma, che presenta il caso di Raúl Benítez Montero e della sua famiglia come esempio di solidarietà comunitaria e, allo stesso tempo, promuove la coltivazione di orti e piccole parcelle come alternativa per alleviare le difficoltà alimentari.
«Ogni anno, nel mese di dicembre, Raúl Benítez Montero e la sua famiglia invitano a tavola a casa loro persone del quartiere con minori disponibilità economiche», sottolinea la pubblicazione.
Entre coloro che hanno partecipato a questi incontri c'è Lázaro Montalvo, un anziano del quartiere che ringrazia la famiglia per il gesto.
Benítez, presidente del CDR Hugo Chávez nel comune di Matanzas, sostiene che l'obiettivo è che le persone in condizioni più vulnerabili «si sentano assistite».
La iniziativa avviene in un contesto che la stessa stampa ufficiale descrive come particolarmente complesso. L'articolo ufficiale riconosce che i blackout sono severi, la vita quotidiana è diventata più difficile e ci sono numerose limitazioni, sebbene attribuisca buona parte di questi problemi alla politica degli Stati Uniti nei confronti di Cuba.
In quel contesto, Benítez dedica parte del suo tempo a curare il piccolo cortile della sua abitazione, una produzione che, secondo il testo, aiuta a mettere cibo sulla tavola della sua famiglia.
Ha seminato avocado, banana, guanábana, agrumi, guava, caffè e piante medicinali. Mantiene anche spazi destinati all'allevamento di maiali e galline.
L'uomo chiarisce che non si tratta di una produzione destinata a generare grandi guadagni, ma di un modo per integrare l'economia familiare e «tendere la mano a non pochi vicini».
L'articolo sfrutta la sua storia per promuovere una pratica che la stampa ufficiale presenta come vantaggiosa di fronte alle attuali difficoltà: che ogni persona in grado coltivi «il proprio pezzetto di terra».
Secondo Granma, a Matanzas esistono già migliaia di piccoli cortili o lotti utilizzati con questo scopo, un'alternativa che viene promossa come supporto all'economia domestica in un momento in cui reperire cibo continua a essere una delle principali preoccupazioni di numerose famiglie cubane.
La proposta riflette fino a che punto la produzione domestica ha acquisito importanza in mezzo alla scarsità: da piccoli appezzamenti di frutta e verdura fino all'allevamento di animali, qualsiasi spazio disponibile può diventare una fonte aggiuntiva di cibo.
L'iniziativa di questa famiglia matancera ricorda altri gesti di solidarietà emersi a Cuba in mezzo alla crisi alimentare.
In dicembre 2025, i residenti di Mulgoba, a L'Avana, hanno aperto le loro case per invitare a cena persone che non avevano cibo per la Vigilia di Natale. Alcuni si sono persino offerti di portare cibo a coloro che non potevano spostarsi.
Ogni persona ha contribuito con ciò che poteva —cibo, legna, utensili o ingredienti— e il cibo è stato sufficiente per numerosi residenti del quartiere.
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