
En mezzo a una crisi elettrica che ha lasciato Santiago di Cuba con appena una o due ore di corrente al giorno, l'Empresa Eléctrica UNE Santiago de Cuba ha pubblicato un annuncio di lavoro sulla sua pagina ufficiale Facebook offrendo sette posti di lavoro.
I posti disponibili comprendono profili tecnici e amministrativi: Tecnico in Reti e Sistemi, Specialista A in Reti e Sistemi (in due varianti, una delle quali come Capo Gruppo di Ispezione), Contabile D, Tecnico Operativo (Verificatore), Supervisore di Consumo e Lettore Riscossore.
I salari oscillano tra 3.680 pesos cubani per il Lettore Incassatore e 7.696 pesos per lo Specialista A in Reti e Sistemi, con pagamenti aggiuntivi per risultati secondo indicatori commerciali.
Il salario più basso offerto supera a malapena il minimo nazionale di 3.210 pesos cubani, in vigore dal luglio del 2026, una cifra che risulta esigua di fronte all'inflazione e al deterioramento del potere d'acquisto nell'isola.
La convocazione richiede, tra i vari documenti, un'autobiografia che include —in modo particolare— le misure di abbigliamento e calzature dell'aspirante, oltre a una foto tessera, una fotocopia della carta d'identità, il titolo di studio e il controllo preassunzione.
Tutti gli interessati devono presentarsi all'angolo tra Corona e Aguilera per un colloquio con Yadira Ramírez.
L'annuncio contrasta con la realtà che vive la provincia: dal 15 giugno 2026, l'Empresa Eléctrica ha riorganizzato i tagli in nove blocchi residenziali, riducendo il servizio a una o due ore al giorno per zona, e in un certo momento ha persino ammesso che «possiamo arrivare a neanche due ore di servizio».
A luglio, i residenti di alcune località di Santiago hanno denunciato 26 giorni consecutivi senza corrente, mentre a settembre edifici di 18 piani hanno segnalato quasi 40 ore consecutive senza elettricità.
Il malcontento accumulato è esploso questo giovedì nel quartiere Mariana de la Torre, dove i residenti hanno protagonista un battito di pentole in protesta contro i blackout, secondo un video diffuso dal giornalista Yosmany Mayeta Labrada.
La situazione a Santiago si colloca nel contesto del collasso del Sistema Elettrico Nazionale, che il 18 settembre ha subito il suo ottavo blackout totale dell'anno, con una riconnessione che ha impiegato più di 32 ore.
Il deficit di generazione ha superato i 2.000 MW in più occasioni, con un record storico di 2.341 MW registrato l'8 luglio, descritto come il più alto della storia del paese.
La crisi colpisce anche le telecomunicazioni: tra 140 e 150 torri di Etecsa rimanevano fuori servizio ogni giorno nella provincia a causa della mancanza di energia o carburante per i gruppi elettrogeni.
L'Empresa Eléctrica ha riconosciuto pubblicamente di non avere materiali di base per riparare i guasti, incluso il cavo necessario per intervenire su un trasformatore guasto nella stessa zona di Mariana di la Torre, dove giovedì i residenti sono scesi in strada per protestare.
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