Sacerdote Alberto Reyes: la Chiesa in Cuba è il «vicino scomodo» che il regime non è riuscito a silenziare

Sacerdote cubano Alberto ReyesFoto © Facebook / Alberto Reyes

Il sacerdote Alberto Reyes Pías, parroco di Esmeralda, Camagüey, e una delle voci religiose più critiche del regime, ha pubblicato su Facebook la consegna 176 della sua rubrica settimanale «Ho pensato», intitolata «Il vicino scomodo», in cui traccia un percorso storico e politico sulla relazione tra la Chiesa Cattolica e la dittatura cubana dal 1959 ad oggi.

Il testo prende come punto di partenza l'anniversario dell'espulsione di sacerdoti e religiosi a bordo della nave spagnola Covadonga, avvenuta il 17 settembre 1961, quando il governo di Fidel Castro imbarcò 136 religiosi diretti in Spagna.

Reyes ricorda che tra il 1959 e il 1961 il governo provocò un'esodo massiccio del clero: dei circa 800 sacerdoti e 2.000 religiose che c'erano all'inizio, ne rimasero solo circa 200 per ciascun gruppo nell'Isola.

«Questo popolo ha lottato contro Batista per ripristinare la democrazia e la libertà, e la Chiesa è stata parte di questa lotta», scrive il sacerdote, che ricorda che fu Monsignor Enrique Pérez Serantes, arcivescovo di Santiago di Cuba, a salvare la vita di Fidel Castro dopo l'assalto al Quartier Generale Moncada.

Reyes sottolinea che la Chiesa è stata una delle prime istituzioni a mettere in guardia riguardo al giro totalitario della Rivoluzione, attraverso la lettera pastorale «Roma o Mosca», e questa posizione le ha conferito «un'identità che è rimasta fino ad oggi: quella di essere un vicino scomodo».

Seguidamente, enumera con precisione le ragioni di quella incomodità per il regime: «La Chiesa risulta scomoda perché, in una società spinta alla menzogna, alla doppia morale e alla delazione, è sempre riuscita a offrire un luogo dove esprimersi liberamente, un rifugio contro la paura, uno spazio dove poter esistere».

Sottolinea inoltre che la Chiesa «ha alzato e alza la voce di fronte alla sofferenza che patisce il popolo, di fronte all'ingiustizia dei prigionieri politici, di fronte all'isolamento delle famiglie dei prigionieri, di fronte alla mancanza di libertà e di opportunità che soffre l'Isola».

Captura di Facebook / Alberto Reyes

Uno dei passaggi più incisivi del testo è la denuncia all'Ufficio per l'Attenzione agli Affari Religiosi (OAAR), assegnato al Comitato Centrale del Partito Comunista dal 1985, che controlla i permessi per le attività religiose, le riparazioni dei templi, la registrazione dei gruppi e l'ingresso o l'espulsione dei missionari.

«È l'Ufficio che spia la vita della Chiesa, che presenta lamentele ai vescovi e ai superiori religiosi sui sacerdoti la cui voce vuole silenziare, è l'Ufficio che ha cercato di penetrare i seminari attraverso agenti che hanno finto una vocazione religiosa», scrive Reyes.

E si conclude con un'affermazione che riassume la sua tesi centrale: «La Chiesa contro la quale è stata scagliata questo popolo, è diventata non solo il rifugio di questo popolo, ma anche la voce che lo difende, la mano che lo aiuta, la voce della sua speranza».

La pubblicazione arriva giorni dopo che Reyes ha rilasciato un'intervista a Cibercuba in cui ha affermato che Cuba è «infinite peggior» rispetto al Periodo Speciale per l'assenza totale di speranza, e che qualsiasi dialogo con il regime deve riguardare come e quando i governanti abbandonino il potere.

Il Padre Reyes è stato oggetto di pressioni sistematiche da parte della Sicurezza dello Stato: a gennaio è stato convocato insieme al sacerdote Castor José Álvarez Devesa a Camagüey. Reyes ha descritto la convocazione come una «intimidazione» il cui scopo era redigere un verbale di avvertimento per le loro critiche pubbliche.

Il trovador cubano Raúl Torres, noto per le sue canzoni di esaltazione a Fidel e Raúl Castro e il suo incondizionato sostegno al regime, ha pubblicato a giugno una lettera pubblica in cui attaccava duramente il sacerdote camagueyano.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.