Cubani perforano a mano un pozzo di 36 metri e lasciano attonite le reti: «Questo significa distruggere il corpo»

Perforano un pozzo manualmente a Manzanillo, Granma.Foto © Captura de Video/Facebook/Reynier Moreno

Ciò che era iniziato come un video per mostrare il lavoro di una brigata di pozzi di Manzanillo, con un chiaro tono promozionale, ha finito per provocare un acceso dibattito sui social media riguardo allo sforzo fisico e alle condizioni in cui ancora si svolgono questo tipo di lavori a Cuba.

Le immagini, pubblicate nel gruppo di Facebook «REVOLICO CAMPECHUELA 2026», dal utente Reynier Moreno, mostrano diversi uomini che perforano manualmente un pozzo di 36 metri di profondità, praticamente a forza di braccia e senza macchinari.

«Qui si vede la troupe unita. I migliori di tutti i pozzi in tutto Manzanillo. I migliori risultati», commenta uno dei membri.

Il risultato, come spiega, è stato «un pozzo molto profondo di 36 metri», in cui hanno installato una pompa sommersa.

La scena ha suscitato ammirazione per lo sforzo dei lavoratori, ma anche numerose critiche per il fatto che un lavoro di questo genere debba essere svolto con metodi così rudimentali.

«A mano, a lo bestia. Questo è distruggere il corpo», ha commentato un utente.

«Senza braccia e senza colonna finiscono», avvertì un altro.

Un terzo internauta ha riassunto una delle questioni che è stata più ripetuta: «Senza togliere merito al tremendo sforzo fisico, è incredibile che nel 2026 si debba arrivare a questo, quando esistono macchinari».

Altri, invece, hanno sottolineato la capacità lavorativa dei pozzi. «Perché poi dicano che il cubano è pigro», ha scritto un utente.

Tra i commenti sono apparse anche persone con esperienza in quel mestiere. Un pozziere di Matanzas ha affermato di solito lavorare in perforazioni tra i 14 e i 20 metri, mentre altri hanno sottolineato che esistono metodi manuali che incorporano treppiedi, pulegge o corde per ridurre parte dello sforzo fisico.

Pozzi di fronte alla mancanza d'acqua a Cuba

Anche se il video non specifica che il pozzo sia stato costruito come risposta diretta a un'interruzione del servizio pubblico, le immagini appaiono in un momento segnato da una grave crisi di approvvigionamento d'acqua a Cuba.

A maggio, le stesse autorità hanno riconosciuto che circa 2,7 milioni di cubani soffrivano di problemi di accesso all'acqua potabile.

La ricerca di fonti alternative è diventata una soluzione per numerose famiglie, come avvenuto a Matanzas, provincia in cui è stata documentata l'apertura di decine di pozzi nei cortili e sui marciapiedi a causa della mancanza d'acqua.

In agosto, una cubana ha recuperato un antico pozzo artesianale e ha documentato tutto il processo sui social media, dove le immagini hanno raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazioni.

La crisi ha colpito duramente anche L'Avana. Il numero di persone colpite ha superato mezzo milione durante l'estate, in mezzo a guasti, blackout e problemi nelle reti di distribuzione.

Adesso, le immagini di questi pozzerai che lavorano fino a raggiungere i 36 metri sotto terra richiamano nuovamente l'attenzione su una pratica che combina abilità, resistenza fisica e metodi artigianali.

«Uomini di sacrificio», scrisse uno degli utenti vedendoli lavorare.

Per molti di coloro che hanno commentato il video, tuttavia, la meraviglia non si è limitata al fatto di essere arrivati così in profondità, ma anche al modo in cui hanno dovuto farlo: praticamente a mano, nel pieno del 2026.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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