
Carolyn Rodrigues-Birkett, rappresentante permanente della Guyana presso le Nazioni Unite e dichiarata ammiratrice dei fratelli Castro, rimane tra le principali candidate a succedere al portoghese António Guterres alla guida della Segreteria Generale dell'ONU, il cui mandato scade il 31 dicembre di quest'anno.
Nella terza tornata di consultazioni informali del Consiglio di Sicurezza, svoltasi venerdì, Rodrigues-Birkett ha ottenuto otto voti di sostegno, piazzandosi al secondo posto, molto vicino alla costaricana Rebeca Grynspan, che ha guidato la consultazione con nove appoggi.
Il lato più contestato della sua candidatura è la sua storica vicinanza con la dittatura cubana, documentata in un discorso che pronunciò nel gennaio del 2013 davanti all'Assemblea Nazionale della Guyana, quando ricopriva il ruolo di cancelliere del paese.
In quell'occasione, Rodrigues-Birkett ha presentato una mozione per commemorare i 40 anni di relazioni diplomatiche tra Georgetown e L'Avana, approvata all'unanimità, nella quale ha anche richiesto la fine dell'embargo statunitense contro Cuba.
Le sue parole di fronte al Parlamento guyanese non hanno lasciato spazio all'ambiguità: «Parlare di Cuba, dei suoi successi, della sua resilienza, del suo approccio allo sviluppo umano e dell'immensa assistenza che ha fornito a paesi amici, non si può fare senza rendere omaggio al visionario, determinato e rivoluzionario che è dietro tutto ciò, il Comandante Fidel Castro Ruiz».
Nel medesimo discorso ha esteso i suoi elogi all'allora governante di Cuba: «Dobbiamo anche rendere omaggio a suo fratello, il presidente Raúl Castro Ruz, per la sua guida al popolo cubano e il suo continuo sostegno alla Guyana. Auguriamo a entrambi lunga vita e buona salute».
Rodrigues-Birkett, di 52 anni, è stata insegnante di scuola elementare e successivamente coordinatrice di progetti per comunità indigene prima di essere nominata ministra degli Affari Amerindi nel 2001. Ha ricoperto tale incarico fino al 2008 e successivamente è stata cancelliera fino al 2015, diventando la prima donna e la persona più giovane a ricoprire tale carica in Guyana. La sua nomina la ha inoltre resa la guyanese di origine indigena di più alto rango nella gerarchia governativa.
Il suo percorso include anche diversi anni all'interno del sistema delle Nazioni Unite. Tra il 2015 e il 2017 ha lavorato per l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) a Roma e, tra il 2018 e il 2020, ha diretto l'ufficio di collegamento di questo organismo a Ginevra. Dal 2020 è rappresentante permanente della Guyana presso l'ONU e ha guidato la delegazione del suo paese durante il mandato della Guyana nel Consiglio di Sicurezza nel 2024 e 2025.
Se nominata, diventerebbe anche la prima donna e la prima persona di origine indigena a dirigere l'ONU dalla sua fondazione nel 1945.
La sua candidatura è sostenuta formalmente dalla Comunità dei Caraibi (CARICOM) e compete, tra gli altri, con l'argentino Rafael Grossi, direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.
Un altro aspetto delicato del suo profilo sono le sue posizioni sulla guerra a Gaza: durante il suo mandato al Consiglio di Sicurezza nel biennio 2024-2025, ha denunciato come «atrocità» le azioni di Israele contro i palestinesi e ha richiesto il rispetto del diritto internazionale.
Stati Uniti, alleato di Israele e con diritto di veto nel Consiglio, non ha rivelato pubblicamente la sua posizione sulla candidata guyanese, il che mantiene aperta un’incognita decisiva nel processo.
Negli ultimi giorni, l'ex presidente cileno Michelle Bachelet —un'altra figura con un passato di vicinanza ai regimi autoritari della regione— ha ritirato la sua candidatura dopo aver ottenuto solo un voto di sostegno e undici contro nella terza tornata di consultazioni.
Il prossimo segretario generale sarà nominato dall'Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza. Affinché il Consiglio adotti tale raccomandazione sono necessari almeno nove voti favorevoli e che nessuno dei suoi cinque membri permanenti — Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito — voti contro.
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