La lettera di Raúl ai lavoratori civili della difesa parla di unità e forza in un paese in rovina

Raúl Castro affiancato da suo nipote e dal suo bodyguard e da Miguel Díaz-Canel (immagine di riferimento)Foto © Captura de video/Canal Caribe

Con 95 anni e una salute che lo stesso regime riconosce come fragile, Raúl Castro ha inviato questo sabato una lettera di congratulazioni al Sindacato dei Lavoratori Civili della Difesa per il 55° anniversario della sua fondazione, diffusa dal canale ufficiale Canal Caribe.

Il testo, datato all'Avana, chiama all'«unità» e celebra la «forza» del gremio mentre Cuba registra la crisi multidimensionale più intensa della sua storia recente.

Il messaggio inizia con il tono solenne di sempre: «Cari colleghi e colleghe, oggi 19 settembre si celebrano 55 anni dalla creazione del sindacato dei lavoratori civili della difesa. Per questo motivo desidero esprimere le mie più sincere congratulazioni e il mio riconoscimento».

A seguire, il generale dell'Esercito invita i fondatori e «molte generazioni che hanno saputo unire le volontà attorno a un obiettivo comune: difendere i diritti e il benessere dei lavoratori civili che, in diverse funzioni, sostengono la sicurezza e la difesa della nazione».

Il paragrafo più interessante —e più difficile da leggere con volto serio— è quello che chiude la missiva: «Che questo 55° anniversario rinnovi l'unità come nostra principale arma strategica. I tempi cambiano e portano nuove sfide, ma la forza di questo sindacato risiede nella sua gente e nella capacità di affrontare i problemi senza rinunciare ai nostri principi».

Parlare di «forza» e «principi» in un paese dove il 94% della popolazione vive in povertà estrema, secondo uno studio elaborato dall'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani (OCDH) e dall'Osservatorio dei Diritti Sociali Cuba, richiede, quanto meno, una notevole dose di astrazione.

I «nuovi sfide» menzionati da Castro hanno nome e cognome: 2.411 MW di deficit elettrico massimo registrato ad agosto, otto collassi totali del sistema elettrico da inizio anno e blackout di oltre 80 ore consecutive in alcune zone del paese. A questo si aggiunge una contrazione del PIL progettata del 6,5% per il 2026 secondo la CEPAL e un'inflazione annuale fuori controllo.

Il sindacato che oggi riceve l'«abbraccio» epistolare di Raúl è stato fondato il 19 settembre 1971 come Sindacato Nazionale dei Lavoratori Civili delle Forze Armate Rivoluzionarie (SNTC-FAR), in un processo direttamente promosso dall'allora ministro delle FAR.

Tre decenni dopo, nel 2001, i lavoratori civili delle FAR e del MININT furono integrati nel nuovo Sindacato Nazionale dei Lavoratori Civili della Difesa (SNTCD). È, in un certo senso, una creatura propria che il vecchio generale torna a congratularsi, questa volta per il suo 55° anniversario

La lettera arriva in mezzo a una campagna propagandistica ininterrotta che il regime sostiene con entusiasmo lungo tutto il 2026. Cubadebate ha pubblicato questo stesso sabato un articolo del filosofo messicano Fernando Buen Abad in cui esalta Castro come simbolo di «permanenza rivoluzionaria» con «straordinaria capacità di direzione politica».

All'inizio di questo mese, la Fiera Internazionale del Libro si è chiusa a Santiago di Cuba con la presentazione delle «Opere Scelte di Raúl Castro»: un lusso di nove volumi, oltre 500 documenti e più di 5.000 pagine, mentre il paese è praticamente a corto di risorse per qualsiasi cosa.

Le apparizioni pubbliche di Raúl nel 2026 sono state scarse e attentamente gestite. Come dettaglio rilevante, è mancato per la prima volta in almeno tre decenni all'atto centrale del 26 luglio; il 13 agosto è riapparso all'evento per il centenario di suo fratello Fidel, principalmente da lontano e senza pronunciare parola; e il 5 settembre è stato presente a un evento del MININT, anch'esso senza discorso. Questa volta, invece di apparire di persona, ha optato per una lettera.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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