
Il comico e attore cubano Ulises Toirac ha pubblicato sul suo profilo Facebook una riflessione sulla libertà di pensiero che riassume una posizione che ha sostenuto durante tutto il 2026: «La libertà inizia dalla mente e quando si è liberi, c'è sete di nuove idee e di riconoscere il punto di vista degli altri».
Nella pubblicazione, Toirac ha fatto appello a un dialogo rispettoso e ha rifiutato categoricamente l'aggressione verbale sui social media: «Faccio sempre appello al rispetto, a una conversazione arricchente, a una discussione obiettiva e informata. Non ci sono motivi per aggredire, insultare o difendere ciò che...».
La proposta non è nuova nel suo discorso e si collega direttamente a quanto esposto giorni fa nel podcast «Todos Hablan» di Cubamastv, dove ha dichiarato che non vuole abituarsi alla precarietà imposta dalla crisi cubana.
«Non voglio abituarmi a stare senza luce per 20 ore al giorno», ha detto in quella intervista, elencando anche la dipendenza da un riquimbili e la necessità di camminare per non spendere soldi.
Toirac ha sottolineato che questa negativa non nasce dalla disperazione, ma da una decisione consapevole di non normalizzare ciò che non è normale, una posizione che, come egli stesso ha spiegato, deriva precisamente dall'esercitare quella libertà di pensiero che difende nel suo più recente pubblicazione.
Nel corso di quest'anno, il regista e sceneggiatore ha intensificato le sue critiche al governo cubano con una frequenza e una forza poco abituali tra le figure del mondo artistico dell'Isola.
Nei primi giorni di settembre ha responsabilizzato il governo del collasso elettrico, sottolineando che la crisi energetica è il risultato di decenni di cattive decisioni interne e di una pianificazione priva di visione per il futuro.
Prima, all'inizio di quel mese, ha qualificato i blackout come un «crimine» e ha denunciato l'iniquità nella distribuzione dell'elettricità e la corruzione che la circonda.
In luglio ha chiesto che tutti i prigionieri per le proprie idee fossero liberati e ha descritto vivere a Cuba come «un incubo».
Toirac ha insistito sul fatto che il suo profilo Facebook non è «il profilo di un politico», ma lo spazio di un cittadino e artista che si rifiuta di rimanere in silenzio di fronte alla crisi.
Quella stessa coerenza tra pensiero e parola è quella che riassume la frase che ha chiuso la sua più recente pubblicazione: la libertà, per Toirac, non inizia nelle strade né nelle leggi, ma nella decisione individuale di pensare senza vincoli.
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