Ulises Toirac responsabilizza il Governo di Cuba per decenni di errori nella politica energetica

Ulises ToiracFoto © Facebook / Ulises Toirac

Il comico cubano Ulises Toirac ha indicato il Governo di Cuba come principale responsabile del collasso elettrico che il paese sta attraversando, a causa di decenni di cattive decisioni interne ed errori nella pianificazione energetica.

Le sue dichiarazioni compaiono in un ampio analisi pubblicato sul suo profilo Facebook, nel quale esamina alcune delle decisioni che, a suo avviso, hanno portato al deterioramento del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN).

«Ho insistito più di una volta sul fatto che l'attuale stato dell'energia nel nostro paese (questo disastro di dimensioni epiche) non è il risultato diretto e unico (tutt'altro) delle politiche restrittive delle successive amministrazioni statunitensi, in particolare "l'assedio energetico" di quella attuale», scrisse Toirac.

Secondo il suo parere, il crollo è «più attribuibile a scelte errate interne derivanti da una "pianificazione" priva di basi scientifiche e di una visione a lungo termine».

Toirac ha studiato Ingegneria Elettroenergetica alla CUJAE prima di dedicarsi all'umorismo. Nel suo analisi traccia una linea storica che parte dalla dipendenza energetica dall'Unione Sovietica, passa per il Periodo Speciale e sfocia nelle conseguenze della cosiddetta «Rivoluzione Energetica», promossa da Fidel Castro a partire dal 2005.

Il popolare attore ricorda che Castro arrivò a sostenere che «nel 2006 ci avanzerà l'elettricità», un'affermazione che contrasta con la profonda crisi che attualmente attraversa il sistema elettrico cubano.

La chiamata Rivoluzione Energetica ha puntato, tra le altre misure, a decentralizzare la generazione mediante migliaia di gruppi elettrogeni distribuiti nel paese. Secondo i dati citati da Toirac, il programma dei motori diesel ha superato i 1.300 MW di capacità installata ed è stato ufficialmente dichiarato concluso all'inizio del 2007, mentre nello stesso anno è iniziato il dispiegamento dei motori a gasolio.

Toirac sottolinea che quegli apparecchi avevano garanzie di fabbrica di appena cinque anni e che, a partire dal 2017, hanno cominciato a scarseggiare le risorse necessarie per mantenerli.

Secondo i dati riportati nella sua analisi, nel 2022 c'erano 1.401 motori distribuiti in 189 posizioni: 366 erano fuori servizio per mancanza di pezzi e altri 150 attendevano manutenzione. La generazione di quei gruppi sarebbe diminuita del 42% tra il 2018 e il 2022.

Paralelamente, sostiene che la scommessa per la generazione distribuita è stata accompagnata dal abbandono dello sviluppo di nuove centrali termoelettriche per sostituire quelle obsolete e da manutenzioni insufficienti di quelle esistenti.

A questo si aggiunge il maggiore usura provocata dall'uso di petrolio cubano, con un elevato contenuto di zolfo, che richiedeva una manutenzione più intensiva degli impianti.

Toirac mette in discussione anche uno dei obiettivi centrali della Rivoluzione Energetica: ridurre il consumo attraverso elettrodomestici più efficienti.

Un rapporto tecnico tedesco citato dal comico, basato su dati dell'Unione Elettrica del 2009, ha collocato il consumo medio giornaliero per abitazione tra 5,2 e 5,4 kWh tra il 2005 e il 2008, praticamente senza variazioni durante quel periodo.

L'attore sottolinea inoltre che Cuba è passata dalla dipendenza dal combustibile sovietico a quella dal petrolio venezuelano senza sfruttare quel periodo per sviluppare alternative in grado di ridurre la vulnerabilità energetica del paese.

Aunque segnala che le misure statunitensi hanno reso difficili i meccanismi di finanziamento e acquisto, Toirac conclude che le decisioni prese internamente hanno avuto un peso determinante.

«Le soluzioni (che hanno incluso acquisti massivi tra le altre) sono state decisive per il deterioramento estremo della produzione elettroenergetica nel nostro paese», ha affermato.

Su analisi appare in uno dei momenti più critici per il SEN. Il 5 agosto Cuba ha registrato un record di oltre 2.400 MW di deficit di generazione, mentre i prolungati black-out continuano a colpire la popolazione.

Non è la prima volta che Toirac mette in discussione la politica energetica seguita per decenni dal regime cubano. A marzo ha attribuito il collasso a «30 anni di disallineamento» a causa di una cattiva politica di investimenti. A luglio ha sostenuto che il disastro era il risultato di «sei decenni di cattive decisioni economiche».

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Redazione di CiberCuba

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