Il lavoratore elettrico Alexander Pantoja è morto per cause naturali, conferma sua sorella

Alexander PantojaFoto © Facebook / Yaima Bertot

La sorella di Alexander Pantoja Bertot, il lavoratore dell'Empresa Eléctrica di Santiago di Cuba la cui scomparsa ha mobilitato un ampio intervento di ricerca per diversi giorni, ha confermato questo lunedì su Facebook che suo fratello è deceduto per cause naturali e che nessuno gli ha causato danno.

«Voglio comunicare a tutti che, per la nostra tranquillità, abbiamo appena appreso che mio fratello è morto in modo naturale, nessuno gli ha fatto del male, è semplicemente successo ed era il suo destino. Dio ha voluto che fosse così», ha scritto Yaima Bertot nel suo post, in cui ha anche ringraziato coloro che hanno partecipato alla ricerca fin dal primo momento.

Il messaggio rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle dichiarazioni che la stessa Yaima aveva fatto giorni prima, quando sospettava apertamente che «qualcuno le avesse fatto qualcosa e l'avesse portata altrove» e, dopo il ritrovamento del corpo, arrivò a chiedere che «cada tutto il peso della legge» sui responsabili.

Alexander Pantoja, specialista di progetti della Empresa Eléctrica, è scomparso il 10 settembre mentre ispezionava la linea elettrica che alimenta il bacino di Gota Blanca, in una zona rurale tra i comuni di Palma Soriano e Contramaestre, nell'oriente cubano.

La sua scomparsa in quella zona montuosa e di difficile accesso ha scatenato un ampio operativo di ricerca che ha coinvolto oltre 50 lavoratori del settore elettrico, squadre cinofile, droni, soccorritori e forze di polizia.

La domenica 13 settembre, intorno alle 12:15, una brigata di guardaboschi ha localizzato il corpo nella zona conosciuta come El Palmar, comune di Contramaestre, a circa 1,5 km dalla strada principale.

Le circostanze del ritrovamento —il corpo era seduto su una pietra e appoggiato a un albero— e il fatto che sua sorella dichiarasse che non soffriva di malattie conosciute hanno alimentato i dubbi su quanto accaduto.

Le autorità cubane hanno indicato che periti e specialisti forensi stavano indagando sulle cause della morte, in attesa dei risultati dell'autopsia, sebbene fino ad ora non sia stato rilasciato un comunicato ufficiale con tali conclusioni.

Fu proprio questa incertezza a tenere con il fiato sospeso la famiglia e coloro che hanno seguito il caso sui social media per giorni, fino a quando la pubblicazione di Yaima Bertot questo lunedì ha chiuso il capitolo con un messaggio di pace e rassegnazione.

«Un milione di grazie ancora a tutte, tutte quelle persone che sono state fin dal primo minuto ad aiutare per trovarlo, tutti sono stati importanti e hanno svolto un ruolo fondamentale. Eternamente grate e ora mio fratello è nel suo riposo eterno», ha concluso la sorella del lavoratore deceduto.

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