Carlos Fernández de Cossío accusa i media statunitensi di essere complici del «castigo» contro Cuba

Carlos Fernández de CossíoFoto © MINREX

Il vicecancelliere cubano Carlos Fernández de Cossío ha accusato CNN e Univision di mostrare la gravità della crisi energetica e di combustibili che attraversa Cuba senza attribuire sufficiente responsabilità alla politica degli Stati Uniti, e ha definito questo approccio «complice» con il presunto castigo contro la popolazione dell'isola.

Fernández de Cossío ha fatto l'accusa questa domenica su Facebook, dove si è riferito espressamente a reportage pubblicati da CNN e Univision sulle difficoltà che affrontano i cubani.

«Il messaggio che propagano è quello di una realtà crudele, ma senza indicare chi la provoca e la sostiene. Un approccio complice con la punizione e il boia che la applica», scrisse il funzionario.

Il diplomatico ha sostenuto che entrambi i mezzi hanno descritto «la dura realtà cubana» associata alla mancanza di carburante e energia, ma hanno dedicato «poca attenzione» a ciò che lui considera la causa principale di queste carenze: «l'impegno deliberato degli Stati Uniti nel causare il massimo danno al popolo cubano e sottometterlo a una punizione collettiva».

Nel caso di CNN in Español, la sua critica sembra coincidere con un rapporto diffuso l'11 settembre sulla crisi energetica e i blackout all'Avana, anche se il vicecancelliere non ha specificato esplicitamente che fosse quel lavoro giornalistico.

In merito a Univision, non ha identificato il reportage specifico, anche se il media ha dedicato diverse coperture recenti alla crisi cubana, tra cui un lavoro sulla pratica scomparsa del servizio di autobus pubblici a causa della mancanza di carburante, che ha mostrato come i tricicli e i bicitaxi siano diventati alternative di trasporto che molti cubani non possono nemmeno permettersi. 

Tuttavia, sono comuni le retoriche ufficiali del regime cubano contro i mezzi di stampa degli Stati Uniti, molte delle quali fanno parte del discorso del vicecancelliere.

In febbraio, Fernández de Cossío ha messo in dubbio l'«obiettività» dei media statunitensi e internazionali, tra cui The Wall Street Journal e The Economist, ai quali ha rimproverato quella che considerava una copertura parziale della situazione cubana. 

A maggio è tornato a parlare del ruolo della stampa, accusando grandi media americani e internazionali di «alimentare» l'idea di una eventuale intervento militare contro Cuba, e ha insinuato che alcuni potrebbero agire su richiesta del governo statunitense o spinti dal sensazionalismo. 

Un mese dopo, il vicecancelliere ha nuovamente accusato la stampa internazionale di riportare le difficoltà di Cuba senza condannare quello che ha definito «punizione collettiva».

In quella occasione sostenne che i media degli Stati Uniti, dell'Europa e dell'America Latina presentavano i problemi dell'isola come responsabilità delle autorità cubane mentre, secondo lui, omettevano l'impatto della politica di Washington.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.