Un video diffuso questo venerdì sui social media ha mostrato una donna che affrontava ispettori a L'Avana, accusandoli di chiedere soldi agli autisti di bicitaxi e tricicli, in mezzo a una forte reazione dei cittadini sui social network.
Nella registrazione, condivisa attraverso il profilo su Facebook della piattaforma digitale Cántalo TV, la donna ha identificato i funzionari come "gli stessi che hanno chiesto soldi su Facebook" e li ha accusati di multare i conducenti dopo aver richiesto pagamenti.
"Sono gli stessi che chiedono soldi e mettono multe", ha affermato durante il confronto.

Uno degli ispettori le chiese di smettere di registrarlo. La donna continuò a documentare l'incidente e contestò pubblicamente l'operato dei funzionari, accusandoli di trasformare il controllo del trasporto in un meccanismo di incasso illegale.
I commenti pubblicati insieme al video collocano i coinvolti nella zona di San Miguel del Padrón e la Virgen del Camino, nella capitale cubana. Secondo diversi utenti di internet, almeno uno degli ispettori ha abbandonato il luogo dopo aver notato che stava venendo filmato.
La registrazione ha provocato numerose reazioni da parte degli utenti che hanno sostenuto la donna e messo in discussione il comportamento degli ispettori. Alcuni hanno definito quanto accaduto come "corruzione ed estorsione nella sua forma più pura", mentre altri hanno sottolineato che i funzionari pubblici possono essere registrati anche durante l'esercizio delle loro funzioni.
Le accuse sono andate oltre l'episodio concreto. Alcuni commentatori hanno sostenuto che gli ispettori di traffico devono consegnare denaro a superiori che lavorano negli uffici, anche se tali affermazioni fanno parte dei commenti degli utenti e non sono state verificate nelle informazioni disponibili.
Lo scetticismo riguardo a una possibile sanzione è emerso anche tra le reazioni al video. "Qui non licenziano nessuno", ha scritto un utente, mentre un altro ha sostenuto che questo tipo di pratiche è ormai "la cosa più normale al giorno d'oggi".
L'episodio si svolge dopo che il governo cubano ha modificato, a partire da gennaio 2025, il sistema di remunerazione degli ispettori, con un meccanismo di pagamento "per risultati" annunciato dal primo ministro Manuel Marrero. In base a questo sistema, i redditi sono legati al numero e all'importo delle multe inflitte, con stipendi base compresi tra 5.810 e 7.830 pesos mensili.
Quel modello introduce un incentivo direttamente collegato all'attività sanzionatoria degli ispettori e rappresenta il contesto in cui riemergono le denunce dei cittadini su abusi e pagamenti illegali.
Le informazioni disponibili, tuttavia, non stabiliscono che i funzionari del video abbiano agito secondo quel meccanismo né confermano le accuse mosse contro di loro.
«Fino a quando continueremo a tollerare gli stessi ispettori corrotti che portano via i soldi a chi lavora duramente... fino a quando il governo continuerà a coprire ciò che è stato fatto male?», ha interrogato uno degli utenti.
La denuncia riporta quindi gli ispettori al centro del malcontento dei cittadini, mentre i social media fungono da spazio per esporre accuse che, almeno in questo caso, non sono accompagnate da una spiegazione ufficiale su quanto accaduto.
In aprile, una denuncia virale ha rivelato che le ispettrici ammettevano di multare le attività senza una reale infrazione perché "era obbligatorio multare". Ad agosto, tre ispettrici hanno inflitto 48.000 pesos in multe a un imprenditore e al suo lavoratore pensionato per irregolarità contrattuali.
I tricicli per passeggeri sono un mezzo di trasporto che si sono diffusi a causa del collasso del trasporto pubblico statale. Quest'anno, le autorità hanno inasprito i controlli su questo settore. All'inizio di questo mese, un autista a Holguín è stato multato con 2.000 pesos per non aver esposto visibilmente le tariffe nel suo triciclo elettrico.
La resistenza cittadina di fronte a questi abusi non è nuova. Nel marzo del 2025, un gruppo di vicini ha affrontato ed espulso ispettori che tentavano di estorcere a un bicitaxista, in un video che è diventato virale.
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