
Una corte federale di Miami ascolterà questo giovedì gli argomenti di un caso che potrebbe avere enormi conseguenze per la comunità cubana negli Stati Uniti: 992 migranti cercano di aprire una via affinché coloro che hanno ricevuto un modulo I-220A possano beneficiare della Legge di Adeguamento Cubano, secondo quanto riportato dall'agenzia EFE.
Laudienza del caso «Bello-Rubio contro Dipartimento della Sicurezza Nazionale» si terrà davanti al giudice Jacqueline Becerra, del Distretto Meridionale della Florida, e potrebbe costituire un precedente per tra 500.000 e 600.000 cubani che si trovano in un limbo migratorio, secondo le stime citate dai promotori del contenzioso.
Al centro della disputa c'è l'I-220A, un «Ordine di Libertà Vigilata» che hanno ricevuto numerosi cubani dopo essere stati elaborati dalle autorità migratorie al loro ingresso negli Stati Uniti.
Il contenzioso mira a stabilire se le circostanze alle quali sono stati liberati quei migranti possano essere riconosciute giuridicamente come un parole, requisito che permetterebbe a molti di richiedere la residenza permanente attraverso la Legge di Regolazione Cubana del 1966, sempre che soddisfino le altre condizioni legali.
Il governo federale sostiene che l'I-220A non costituisce un parole e chiederà che la richiesta venga respinta, tra gli altri argomenti, per mancanza di giurisdizione del tribunale nel concedere i rimedi richiesti.
L'udienza di giovedì, quindi, non significa che centinaia di migliaia di cubani riceveranno automaticamente la residenza. Si tratta di una fase iniziale di una battaglia legale che mira ad aprire loro questa possibilità.
Una domanda che punta a un'ampia diffusione nazionale
L'avvocato principale dei ricorrenti, Mark Prada, intende far certificare il contenzioso come un'azione collettiva, il che potrebbe ampliare l'ambito di una eventuale decisione favorevole ad altri cubani accusati in modo simile.
«Stiamo cercando di certificare un collettivo nazionale di tutti i cubani sotto varie definizioni, basato sul modo in cui sono stati trattati alla frontiera, perché c'erano molte cose diverse che accadevano», ha spiegato Prada a EFE.
L'avvocato ha riconosciuto che anche una vittoria in questa fase non risolverebbe immediatamente la situazione migratoria degli interessati.
«Dopo di ciò, è necessario fare domanda per la residenza e vincere tutta quella lotta, ma è fondamentale dare una possibilità a queste persone», ha sottolineato.
La audiencia è stata rinviata due volte: inizialmente era prevista per il 26 agosto, poi è stata spostata al 2 settembre e infine è stata fissata per il 10 settembre.
«Una deportazione sarebbe morire in vita»
Dietro la battaglia giudiziaria ci sono migliaia di famiglie che da anni vivono senza una soluzione migratoria definitiva.
Un cubano identificato come «Alan», residente negli Stati Uniti da cinque anni e mezzo, ha raccontato a EFE che sua moglie ha ricevuto un I-220A dopo aver attraversato il confine quattro anni fa. Entrambi vivono con la paura che una deportazione possa separare la loro famiglia.
«È complicato perché ci si sente male, si prova delusione, si prova frustrazione e si ha molta paura», ha raccontato.
Per Alan, il ritorno forzato a Cuba avrebbe conseguenze devastanti: «Una deportazione sarebbe morire in vita».
Il caso arriva inoltre in un contesto di inasprimento della politica migratoria sotto l'amministrazione di Donald Trump e di incertezza per numerosi cubani senza residenza permanente.
Un'analisi dell'Istituto Cato ha indicato che gli arresti di cittadini cubani da parte di ICE sono aumentati considerevolmente durante il primo anno dell'attuale mandato di Trump. Da parte sua, i dati di TRAC, dell'Università di Syracuse, hanno registrato 1.642 ordini di deportazione contro cubani nel giugno del 2026.
Mentre il contenzioso avanza nei tribunali, il congressista Mario Díaz-Balart ha assicurato che continua a svolgere attività per cercare una soluzione alla situazione dei cubani con I-220A e ha espresso la sua opposizione affinché vengano deportati a Cuba, secondo un'intervista rilasciata a Telemundo 51.
Per migliaia di cubani che aspettano da anni una risposta, l'udienza di questo giovedì non metterà necessariamente fine al limbo migratorio, ma potrebbe rappresentare un passo decisivo per determinare se finalmente avranno l'opportunità di avvalersi della Legge di aggiustamento cubano.
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