
In occasione della festività della Virgen de la Caridad del Cobre, la locutrice, attrice e presentatrice cubana Laritza Camacho ha pubblicato su Facebook una preghiera poetica rivolta alla patrona di Cuba, con un verso finale che riassume il clima di repressione e autocensura che vive l'isola: «Qui non possiamo neppure gridare la preghiera».
Il poema, scritto in prima persona plurale, trasforma la preghiera in un atto di resistenza simbolica nella data più sacra del calendario religioso cubano.
«Vergine, oggi come ieri, c'è tempesta. Non si vede nulla nel mare umano che abitiamo nel buio. La carità ci sostiene di mano in mano, come elemosina di un paese addormentato in mezzo al caos. Se ascolti bene Fai il miracolo. Qui non possiamo nemmeno gridare la preghiera.»
La scena del mare in tempesta non è casuale: rimanda direttamente alla leggenda dei «tre Juanes» che trovarono l'immagine della Vergine galleggiante nella baia di Nipe intorno al 1612-1613, e la trasporta nel presente cubano, dove quel «mare umano al buio» è la metafora di una società immersa in blackout, scarsità e paura.
Camacho è una delle voci pubbliche che ha più frequentemente criticato il regime attraverso i suoi social network nel corso del 2026.
L'11 luglio ha dichiarato: «Sono contrario al governo cubano perché il governo cubano è contro Cuba».
Settimane dopo, il 5 agosto, ha lanciato un messaggio diretto ai funzionari: «Andate via, non abbiamo bisogno di voi».
La sua preghiera di questo martedì aggiunge a quella voce critica una dimensione spirituale che risuona con altre espressioni religiose emerse intorno alla festività.
Il sacerdote Alberto Reyes aveva chiesto giorni prima alla Vergine di, «in mezzo a tanta repressione», aiutare a conservare «il coraggio di dire la verità».
Questo martedì, Reyes ha chiesto ai giovani cubani di non smettere di sognare e di credere che «la libertà e le opportunità siano possibili» a Cuba, invece di sentirsi costretti a emigrare.
Le celebrazioni dell'8 settembre 2026 nel santuario di El Cobre, a Santiago di Cuba, hanno incluso messe, una processione alle cinque di pomeriggio e un concerto di musica mariana con il tema «La Carità ci unisce».
En La Habana, la parroquia del Vedado ha organizzato una processione con l'immagine in spalla e fiori gialli e bianchi.
Quest'anno la festività ha un peso aggiuntivo: si commemorano 110 anni dalla dichiarazione della Vergine della Carità del Cobre come patrona di Cuba, riconosciuta da papa Benedetto XV il 10 maggio 1916, dopo la richiesta di veterani dell'Esercito Liberatore.
In questo contesto di devozione collettiva e crisi accumulata, la preghiera di Camacho si chiude con l'immagine più dura: un popolo che non può nemmeno alzare la voce per pregare ad alta voce, e che tuttavia chiede alla sua patrona di «fare il miracolo».
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