
La crisi che sta attraversando Cuba sta colpendo anche il suo sistema di sorveglianza meteorologica: gli otto radar del paese rimangono spenti 24 ore su 24, secondo quanto denunciato da un meteorologo cubano, mentre le loro immagini non sono disponibili per la cittadinanza sulla pagina ufficiale dell'Istituto di Meteorologia (INSMET), in piena stagione ciclonica.
Il meteorologo Yosmelvi Páez ha denunciato questo martedì su Facebook il deterioramento dei servizi digitali dell'INSMET e ha dedicato particolare attenzione alla situazione dei radar, fondamentali per osservare in tempo reale piogge, tempeste e altri fenomeni meteorologici.
«Tutti i radar spenti 24x24», ha affermato Páez, che ha lamentato che non sia più possibile consultare le loro immagini durante i pomeriggi estivi per seguire i temporali e osservare la loro evoluzione.
La rete nazionale è composta da otto radar meteorologici che, secondo informazioni ufficiali, coprono l'arcipelago cubano e i mari circostanti.
La sua funzione risulta particolarmente importante per localizzare le precipitazioni e seguire l'evoluzione di tempeste e cicloni tropicali.
Questo martedì, le immagini relative a quegli otto radar non si caricavano sul sito ufficiale dell'INSMET, quindi il pubblico non poteva accedere a quel monitoraggio tramite il portale istituzionale.
La mancanza di immagini pubbliche coincide con la denuncia di Páez, anche se l'impossibilità di accedervi via internet non consente di determinare se ciascun radar sia fisicamente spento.
Il problema acquisisce una particolare rilevanza perché Cuba si trova in piena stagione degli uragani, che è iniziata il 1° giugno e si estende fino alla fine di novembre, periodo in cui aumenta il rischio di tempeste tropicali e uragani nei Caraibi.
Tuttavia, Páez ha esteso le sue critiche allo stato generale del sito dell'Istituto, assicurando che gli utenti trovano informazioni obsolete e difficoltà nell'accesso ai dati meteorologici.
«Non c'è informazione su nulla, non c'è niente di aggiornato, non ci sono dati delle stazioni meteorologiche», si è lamentato.
Ha messo in discussione anche la qualità e la frequenza delle informazioni diffuse dall'INSMET su piattaforme come WhatsApp, Telegram e Facebook, e ha sottolineato il ruolo che hanno assunto gruppi di appassionati e specialisti in meteorologia sui social media.
«Che cosa sarebbe della popolazione cubana senza i gruppi di Meteorologia dei social media», ha detto, prima di affermare che molti di quegli spazi offrono informazioni che i cittadini non trovano con la stessa facilità nei canali istituzionali.
El meteorologo ha utilizzato un'espressione ancora più dura per mettere in discussione la capacità dell'informazione ufficiale di fronte a fenomeni pericolosi: «In attesa di una buona informazione dall'Istituto di Meteorologia ci passa l'uragano sopra e nemmeno ce ne accorgiamo».
Páez ha inoltre collegato le difficoltà nell'accesso ai bollettini meteorologici televisivi con i prolungati blackout che la popolazione cubana deve affrontare.
«Non so perché il meteorologo vada in televisione a dare il bollettino del tempo perché senza elettricità nessuno lo vede», ha ironizzato.
La situazione contrasta con i piani annunciati mesi fa per rafforzare la capacità di osservazione del paese.
In febbraio, Cuba ha annunciato la modernizzazione della sua rete di stazioni meteorologiche con finanziamenti delle Nazioni Unite, attraverso un progetto destinato a migliorare la qualità dei dati e la preparazione di fronte a fenomeni estremi.
Ese programma prevede di installare una nuova stazione meteorologica di superficie e due stazioni di radiosondaggio, oltre a modernizzare e aggiornare otto stazioni già esistenti.
La nuova allerta arriva inoltre in un contesto particolarmente delicato: Cuba è entrata nella stagione ciclonica del 2026 in mezzo a blackout prolungati, scarsità di acqua e medicinali e a una profonda crisi economica, fattori che aumentano la vulnerabilità della popolazione di fronte a un fenomeno meteorologico di grande intensità.
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