Decine di persone protestano a Fontanar in mezzo a prolungati blackout all'Avana

I vicini protestano a Fontanar dopo diversi giorni di blackout e la polizia dispiega pattuglieFoto © Captura di video Facebook/José Raúl Gallego

Una protesta notturna è scoppiata venerdì sera nell'avenida Rancho Boyeros, all'ingresso del quartiere Fontanar, nel comune habanero di Boyeros, secondo i video diffusi su Facebook dal giornalista José Raúl Gallego, che ha riportato la manifestazione in tempo reale.

Le immagini mostrano decine di persone riunite in strada con il pavimento bagnato da una pioggia recente, in una scena notturna catturata da un luogo vicino alla concentrazione.

Captura di Facebook/José Raúl Gallego

Gallego ha descritto la situazione con una frase concisa: "Sta succedendo adesso. Protesta nell'Avenida de Boyeros, all'ingresso di Fontanar. L'Avana".

In un secondo video pubblicato pochi minuti dopo, il giornalista ha informato che la repressione non ha tardato ad arrivare: "Continua la protesta a Fontanar. Mi informano che è già arrivata la polizia, circa 10 pattuglie", ha puntualizzato.

Captura di Facebook/José Raúl Gallego

Fontanar è un quartiere residenziale situato all'incrocio tra l'avenida Rancho Boyeros e l'avenida Wajay, nelle vicinanze dell'aeroporto internazionale José Martí.

Il circuito elettrico A940 registrava disservizi a causa di un deficit di generazione sin dal 1° settembre, il che indica che i blackout prolungati sono stati il detonatore immediato della protesta.

La mobilitazione a Fontanar si aggiunge a una serie di manifestazioni che hanno scosso L'Avana negli ultimi giorni.

Il 1° settembre, i residenti del Vedado hanno chiuso l'Avenida 26 dopo oltre 40 ore senza elettricità. Un giorno prima, madri hanno bloccato una strada ad Arroyo Naranjo con i loro figli in braccio.

Nella mattinata dell'ultimo giorno di agosto, un operativo di polizia con otto pattuglie e oltre 30 agenti ha circondato il quartiere El Fanguito, a Vedado, mentre si segnalava un cacerolazo.

La risposta del regime di fronte a queste proteste è immediata e sistematica, con il dispiegamento massiccio di agenti della Polizia Nazionale Rivoluzionaria, presenza di agenti della Sicurezza dello Stato, blocco degli accessi alle zone di concentrazione e, in alcuni casi, riconnessione tattica del servizio elettrico per disperdere i manifestanti.

Sono state documentate anche le detenzioni di manifestanti, comprese madri con figli minorenni.

La crisi energetica che alimenta il malcontento ha raggiunto livelli senza precedenti, con un Sistema Elettrico Nazionale collassato completamente in sette occasioni dall'inizio dell'anno, mentre numerosi territori restano al buio per oltre 20 ore al giorno.

L'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 1.415 proteste a luglio, il numero mensile più alto nella storia, con almeno 72 manifestazioni in presenza in tutto il paese, una cifra che riflette l'ampiezza di un'ondata di malcontento che non mostra segni di cedimento.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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