
Il Ministero del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri (MINCEX) ha aggiornato le norme che regolano le operazioni di importazione ed esportazione a Cuba, mentre il Governo inizia a implementare una delle riforme più importanti degli ultimi anni per il commercio estero: consentire che aziende private e cooperative possano operare direttamente con mercati internazionali.
La nuova si inserisce nel processo di aggiornamento delle norme che regolano il commercio estero cubano e coincide con l'entrata in vigore di altre disposizioni destinate ad ampliare le facoltà dei diversi attori economici.
Uno dei cambiamenti fondamentali del nuovo scenario è che le micro, piccole e medie imprese, così come le imprese private con oltre 100 lavoratori, potranno importare ed esportare direttamente, sebbene non in modo automatico.
Il Decreto-Legge 133/2026, pubblicato il 2 settembre nella Gaceta Oficial, stabilisce esplicitamente tra le facoltà di queste aziende la possibilità di «esportare e importare direttamente previa autorizzazione del Ministero del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri».
Questo significa che una mipyme o un'azienda privata non potrà iniziare autonomamente a svolgere operazioni commerciali internazionali solo perché è legalmente costituita: avrà ancora bisogno dell'approvazione del MINCEX.
La possibilità di effettuare commercio estero diretto era stata annunciata dal Governo a giugno come parte del suo pacchetto di riforme economiche, ma necessitava di un supporto giuridico e norme complementari per la sua attuazione.
Fino ad ora, le mipymes e le cooperative cubane che desideravano importare merci o esportare i loro prodotti dovevano generalmente ricorrere a imprese statali autorizzate come intermediari. Questo meccanismo, applicato dal 2020, ha generato numerose critiche tra gli imprenditori a causa delle commissioni, dei costi e dei ritardi burocratici associati alle operazioni.
Con le nuove norme, gli attori economici che riceveranno autorizzazione potranno negoziare direttamente con fornitori o acquirenti stranieri, aprendo così la possibilità di ridurre parte di quella mediazione statale.
Tuttavia, il cambiamento non implica una liberalizzazione totale del commercio estero cubano. Lo Stato conserva uno strumento decisivo: è il MINCEX a autorizzare quali aziende possono esercitare direttamente tali facoltà.
Tra le trasformazioni annunciate dalle autorità figura anche l'applicazione del principio di «nomenclatura negativa». Sotto questo schema, invece di stabilire per ogni ente un elenco specifico di prodotti autorizzati, si prevede una lista di merci che non potranno essere commercializzate senza autorizzazione esplicita; il resto potrà essere negoziato a condizione che vengano rispettate le altre normative vigenti.
La modifica rappresenta un cambiamento rispetto al modello applicato negli ultimi anni. La metodologia precedente, contenuta nella Risoluzione 220/2022 del MINCEX, stabiliva le norme di base per le entità autorizzate ad importare ed esportare merci e includeva procedure relative alla gestione delle importazioni, alle strategie di esportazione, alla selezione delle offerte e all'analisi dei prezzi.
con l'argomento di ordinare l'attività commerciale estera e conferire maggiore autonomia agli enti partecipanti.
Le attuali riforme vanno oltre perché si allineano con una ampliamento generale dello spazio consentito per le imprese private. Il nuovo quadro riconosce le aziende private con più di 100 lavoratori e aumenta i poteri imprenditoriali, sebbene mantenga numerosi meccanismi di autorizzazione e supervisione statale.
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