
La cuenta ufficiale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti in spagnolo sulla rete sociale X, @USAenEspanol, ha amplificato questo mercoledì un articolo di opinione pubblicato su Fox News che sostiene che il patto petrolifero tra Washington e Venezuela potrebbe «schiacciare finalmente il dominio comunista» a Cuba e nella regione.
Il testo è stato scritto da Yuri Pérez, direttore degli Studi Latinoamericani della Fondazione in Memoria delle Vittime del Comunismo, con sede a Washington, e commentatore ospite su Fox News.
Pérez ha origini cubane ed è stato un attivista studentesco a favore della democrazia nell'isola prima di emigrare negli Stati Uniti.
La rete governativa ha riprodotto l'argomento principale dell'articolo con il seguente messaggio: «FOX NEWS: Il fermo patto petrolifero del presidente Trump e del segretario Rubio con il Venezuela potrebbe finalmente schiacciare il dominio comunista».
Nella sua colonna, Pérez sostiene che per oltre un quarto di secolo il Venezuela non è stato semplicemente uno Stato mal governato, ma uno «catturato dai servizi di intelligence comunisti cubani», dove le armi russe si sono trincerate e i prestiti cinesi hanno spogliato il paese della sua sovranità, mentre il regime chavista saccheggiava l'economia e riempiva le carceri di prigionieri politici.
Il columnist sostiene che il petrolio venezuelano ha finanziato per decenni Cuba, Russia e Cina, e che l'accordo negoziato da Donald Trump e dal segretario di Stato Marco Rubio rappresenta un'opportunità storica per interrompere quel flusso di risorse che ha sostenuto la dittatura cubana.
Il patto a cui fa riferimento l'articolo è stato annunciato da Trump il 28 agosto tramite Truth Social, e confermato dalla presidentessa ad interim venezuelana Delcy Rodríguez. Trump lo ha descritto come «il maggiore accordo petrolifero della storia».
Secondo rapporti giornalistici, l'accordo prevede una joint venture privata con una partecipazione statunitense del 55% della produzione effettiva su 17 campi petroliferi strategici venezuelani, che coprono circa 65.000 milioni di barili di riserve provate, con concessioni di fino a 100 anni.
Venezuela riceverebbe tributi stimati superiori a 209.000 milioni di dollari e un investimento privato superiore a 100.000 milioni di dollari. Il testo ufficiale dell'accordo non è stato pubblicato.
L'amplificazione dell'articolo da parte dell'account governativo @USAenEspanol conferisce a quella narrativa un carattere semioficiale, trasformandola in parte del messaggio diplomatico di Washington verso la regione hispanofona.
Questo movimento si inquadra in una strategia che l'amministrazione Trump sta attuando fin dall'inizio dell'anno.
In gennaio, Trump ha subordinato qualsiasi accordo petrolifero con il Venezuela al fatto che Caracas rompesse i suoi legami con Cuba, Cina, Russia e Iran, e ha annunciato che l'isola avrebbe smesso di ricevere petrolio e denaro venezuelani, il che ha aggravato ulteriormente la già critica situazione energetica cubana.
Rubio, da parte sua, ha negato che esista un blocco petrolifero contro Cuba, sostenendo che il regime cubano ricevesse il petrolio venezuelano gratuitamente e rivendesse parte di esso senza che la popolazione ne traesse beneficio.
Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno già registrando un aumento significativo nella produzione di petrolio venezuelano dopo la firma dell'accordo, il che suggerisce che la sua attuazione procede rapidamente.
La pubblicazione di @USAenEspanol ha suscitato reazioni divise tra gli utenti di lingua spagnola, con alcuni che mettono in discussione l'affidabilità del regime chavista come partner e altri che chiedono che vengano chiariti pubblicamente i termini del patto prima di esprimere un giudizio definitivo.
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