Le autorità dei Servizi Necrologici di Las Tunas hanno chiesto alle famiglie di recarsi in tempo per effettuare le esumazioni dei propri defunti a causa dei persistenti problemi di capacità nei cimiteri della provincia e della scarsa disponibilità di ossari per depositare i resti.
La situazione è stata affrontata dal pubblicista Periódico 26, che ha riconosciuto prolungati ritardi in queste procedure nel cimitero Vicente García, principale camposanto della città di Las Tunas.
Secondo il rapporto, ci sono esumazioni che hanno ampiamente superato i periodi di proroga consentiti, costringendo il personale dei Servizi Necrologici a recarsi nei quartieri per cercare di contattare i familiari e coinvolgerli nella rimozione e nel trasferimento dei resti.
Il compito non sempre risulta possibile. Alcune famiglie si sono trasferite, altre hanno emigrato e in alcuni casi sono anche venute a mancare le persone che inizialmente avrebbero dovuto occuparsi della procedura.
Quando i familiari non si presentano e c'è necessità di liberare capacità, i lavoratori possono effettuare le riesumazioni «d'ufficio», una possibilità prevista dalla legge che è già stata utilizzata in determinati momenti, secondo la pubblicazione.
Il problema non finisce con l'apertura delle sepolture. Periódico 26 ha riconosciuto che, a causa della bassa disponibilità di ossari, alcuni resti esumati terminano temporaneamente in spazi comuni di attesa.
La situazione potrebbe complicare successivamente la loro localizzazione. Lo stesso giornale ha indicato che, col passare del tempo, alcuni discendenti non riescono più a ritrovare facilmente i resti dei propri familiari, che rimangono sotto la custodia dei lavoratori del cimitero in attesa di una soluzione definitiva.
Ante questo scenario, la Direzione Municipale dei Servizi Necrologici ha recentemente emesso una comunicazione ufficiale chiedendo alle famiglie di collaborare e rispettare le date previste per le procedure di esaumazione.
Dulce María Zayas Rodríguez, subdirettrice dei Servizi Necrologici del comune di Las Tunas, ha assicurato successivamente alla radio locale che la popolazione aveva risposto favorevolmente all'appello.
Secondo la funzionaria, questa collaborazione ha permesso di recuperare capacità e di evitare, al momento, nuovi sepolture nel cimitero di Becerra e in altri camposanti vicini.
Il Periódico 26 stesso riconosce ora che buona parte delle strutture necrologiche di Las Tunas necessita di investimenti e risorse, per cui adempiere alle esumazioni pendenti permette appena di alleviare parzialmente un problema di capacità che continua a non avere una soluzione definitiva.
Anche se può sembrare incredibile, la necessità di liberare spazio non è una novità.
In aprile il cimitero Vicente García ha sospeso i funerali nei suoi spazi statali a causa di un collasso che le stesse autorità riconoscevano essere irrisolto da circa otto anni.
Allora, Zayas Rodríguez ha ammesso che non c'erano più aree in cui costruire nuove volte e che le riesumazioni erano necessarie per recuperare capacità.
In quella occasione, la funzionaria spiegò che i resti delle persone decedute nel 2024 erano in fase di riesumazione e sarebbero rimasti all'interno del cimitero, anche se molti avrebbero dovuto farlo provvisoriamente mentre si allestivano nuovi ossari.
Ha anche riconosciuto che i Servizi Necrologici avevano l'autorità di effettuare esumazioni d'ufficio quando non riuscivano a rintracciare i familiari.
La crisi si aggrava perché Las Tunas non dispone di un crematorio proprio per i cadaveri.
Le famiglie che desiderano utilizzare quel servizio hanno dovuto rivolgersi a strutture a Camagüey, Santiago di Cuba o in altre province, mentre il Vicente García e il cimitero di Puerto Padre affrontano da anni problemi di capacità per nicchie e ossari.
Il deterioramento del cimitero Vicente García ha provocato inoltre denunce assai più gravi.
In febbraio 2025 furono denunciati crani e altri resti ossei in una strada vicina al cimitero, mentre i residenti mostravano nicchie deteriorate e chiedevano maggiore rispetto per i defunti.
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