Rubare olio dai trasformatori può comportare una vita in prigione o la pena di morte a Cuba, avverte la Procura

Trasformatore (Immagine di riferimento)Foto © Periódico 26 / Ordey Díaz

La Fiscalía Generale della Repubblica di Cuba ha emesso questo lunedì una dichiarazione pubblica nella quale avverte che coloro che ruberanno olio dielettrico da trasformatori o altri componenti del sistema elettrico saranno giudicati per il reato di sabotaggio, una figura penale che prevede pene da sette anni di carcere fino alla pena di morte, secondo il Codice Penale vigente.

Il comunicato, diffuso attraverso la pagina di «Minint Hoy» e riprodotto dal giornale ufficiale Granma, rivela che tra il 2025 e il primo semestre del 2026 sono state aperte oltre 460 indagini penali per reati contro il Sistema Elettrico Nazionale (SEN).

Il reato più frequente è l'appropriazione indebita di olio dielettrico dai trasformatori, che ha accumulato più di 300 denunce in tutte le province del paese.

Le province con la maggiore incidenza sono Matanzas, Ciego de Ávila, Mayabeque, Santiago di Cuba e Artemisa.

L'olio, essenziale per refrigerare e isolare i trasformatori, viene rivenduto nel mercato informale come sostituto del carburante per trattori e macchinari agricoli, in un contesto di estrema scarsità di carburanti che lo stesso regime riconosce senza una data di soluzione.

L'elemento giuridico più grave del comunicato è la qualificazione legale applicata. Dal maggio del 2025, il Tribunale Supremo Popolare ha istruito mediante il Dictamen 475/2025 i tribunali del paese affinché considerino questi furti non come furto, ma come sabotaggio.

Gli stabiliscono per quel reato pene che variano da sette a 30 anni di privazione della libertà, ergastolo o morte nei casi più gravi.

La Procura afferma di aver imposto la detenzione provvisoria al 87% degli imputati presentati, e che tutte le persone processate fino ad ora nel 2026 per fatti legati al SEN sono state condannate per sabotaggio, «con pene prevalentemente tra i 9 e i 20 anni di privazione della libertà».

I casi concreti illustrano la severità delle condanne. Ad agosto, un cubano fu condannato a 12 anni di prigione per aver rubato 120 litri di olio dielettrico. A maggio, un processo ad Artemisa per la sottrazione di appena 70 litri si concluse con una condanna proposta della medesima durata. A luglio, un altro autore di sabotaggio elettrico ricevette anch'esso 12 anni.

Oltre alla prigione, il regime avverte che i veicoli e la macchina agricola utilizzati nei furti possono essere sequestrati o confiscati.

Il comunicato riconosce anche che alcuni autori di questi furti sono morti elettrocutati durante i tentativi di sottrazione su linee elettriche, un dettaglio che la Procura presenta come avvertimento implicito.

Il retroterra di questa escalation repressiva è la peggiore crisi energetica che Cuba sta attraversando da decenni. Il deficit di generazione ha superato i 2.400 MW ad agosto, con blackout di oltre 20 ore giornaliere in diverse province.

Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha riconosciuto a luglio che il recupero del sistema è «un percorso lungo» e che il paese manca di carburante sufficiente per stabilizzarlo.

In Holguín, le autorità hanno lanciato un allerta per una «epidemia» di furti di olio dai trasformatori; un solo furto in questa provincia ha lasciato 20.000 persone senza elettricità. A Ciego de Ávila, indagini precedenti hanno documentato danni a 139 trasformatori e la sottrazione di oltre 18.000 litri del fluido.

La Procura ha concluso la sua dichiarazione con un avvertimento diretto: «Non ci sarà impunità per coloro che, in queste complesse circostanze, ledano il benessere del nostro popolo».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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