Santiago di Cuba tra le province con la maggiore incidenza di furti di olio di trasformatori

Trasformatore (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / CMKC Radio Revolución

Santiago di Cuba figura tra le cinque province del paese con la maggiore incidenza nel furto di olio dielettrico dai trasformatori, una pratica che ha lasciato comunità senza elettricità per lunghi periodi e che le autorità cubane stanno perseguendo come reato di sabotaggio.

La notizia è stata diffusa questo lunedì dalla Procura Generale della Repubblica ed è stata riprodotta da un profilo istituzionale del Governo a Santiago di Cuba.

Matanzas, Ciego de Ávila, Mayabeque e Artemisa completano il gruppo di territori con la maggiore incidenza, ma a Santiago sono già stati registrati processi giudiziari legati a questo tipo di fatti.

Questo mese, ad esempio, è stata riportata la notizia che un uomo è stato condannato a 12 anni di carcere per aver rubato 120 litri di olio dielettrico a Contramaestre.

Il furto ha lasciato senza elettricità per 48 ore più di 2.000 persone di Bungo La Venta e delle zone circostanti.

Nonostante la gravità della questione, la diffusione dei nuovi dati ha generato reazioni diverse tra i residenti di Santiago de Cuba.

Alcuni hanno chiesto sanzioni ancora più severe per coloro che danneggiano l'infrastruttura elettrica, con commenti che richiedevano pene di 20 o 30 anni fino all'ergastolo.

Altri utenti, tuttavia, hanno incentrato le proprie critiche sulla sorveglianza e sulla risposta delle stesse autorità.

Una persona ha affermato che quando i vicini segnalano furti di olio o di elementi dell'illuminazione pubblica alla Polizia o all'Ente Elettrico, a volte non ricevono risposta.

«Per piacere chiami e non ti danno nemmeno retta», si lamentò.

Un altro residente ha richiesto ulteriori giri notturni della Polizia e ha chiesto che il carburante assegnato venga utilizzato per rafforzare la sorveglianza delle strutture.

Sono emersi anche testimonianze sulle conseguenze della crisi elettrica nella città. Un utente ha descritto la situazione degli edifici alti nella zona di Garzón, dove ha dichiarato che i blackout lasciano i residenti senza acqua, ascensori e telefoni fissi, mentre alcune famiglie sono ricorse a cucinare con la legna.

Secondo quel commento, la mancanza di ascensori risulta particolarmente grave per i malati e per le persone che vivono ai piani superiori.

L'utente ha affermato che le lamentele rivolte al Partito Comunista e al Governo non hanno risolto il problema.

Un'altra persona ha affermato: «Nel mio quartiere l'interruzione di energia dura dalle 24 alle 26 ore».

Ci sono state anche persone che, pur sostenendo le condanne contro i responsabili dei furti, hanno messo in discussione la situazione energetica generale.

Una utente ha scritto che i colpevoli dovrebbero ricevere l'ergastolo, ma ha aggiunto: «Comunque siamo sempre spenti e chi condanniamo per questa apocalisse?».

Le reazioni riflettono quindi due preoccupazioni parallele: da un lato, il rifiuto del furto e della distruzione di un'infrastruttura elettrica già gravemente danneggiata; dall'altro, l'inerzia del regime e il malcontento di una popolazione che continua a fronteggiare estesi blackout, problemi con l'acqua e altre difficoltà.

Oltre 300 denunce per furto di olio di trasformatori a Cuba

Secondo le cifre diffuse dalla Procura, tra il 2025 e il primo semestre del 2026 sono state avviate a Cuba più di 460 indagini penali per reati contro il Sistema Elettrico Nazionale (SEN).

Di queste, più di 300 denunce corrispondono specificamente al furto di olio dielettrico dai trasformatori.

Le indagini comprendono inoltre il taglio e il furto di cavi, fili e viti delle reti elettriche, la sottrazione di angolari dalle torri ad alta tensione e le danni ai parchi solari fotovoltaici.

La Procura ha avvisato che le conseguenze possono estendersi molto oltre la perdita immediata del servizio elettrico.

I danni hanno colpito per lunghi periodi migliaia di famiglie e possono provocare interruzioni nel pompaggio dell'acqua, nelle comunicazioni, nella produzione agropecuaria e in altri servizi essenziali.

In alcuni casi, aggiunse l'organismo, i trasformatori risultano così danneggiati che è impossibile recuperarli.

Le autorità hanno inoltre determinato che parte dell'olio sottratto viene messa in commercio nel mercato informale per essere utilizzata come combustibile.

La Procura ha riconosciuto un ulteriore rischio associato a questi furti: alcuni dei loro autori sono morti mentre tentavano di sottrarre componenti da impianti le cui linee rimanevano elettrificate.

La istituzione ha inoltre avvertito delle severe conseguenze penali per coloro che saranno processati per questo tipo di reati.

Dal maggio 2025, il Tribunale Supremo Popolare considera sabotaggio la sottrazione, il danno o l'alterazione di componenti destinati al sistema elettroenergetico e ad altre infrastrutture critiche.

Gli articoli 125 e 126 del Codice Penale prevedono per quel reato sanzioni che possono variare da sette a 30 anni di prigione e, nei casi più gravi, privazione perpetua della libertà o pena di morte.

In pratica, la Procura ha segnalato che l'87% degli imputati presentati per questi fatti ha ricevuto la custodia cautelare.

Inoltre, tutte le persone giudicate nel 2026 per reati legati al SEN sono state sanzionate per sabotaggio, con condanne per lo più di tra nove e 20 anni di privazione della libertà.

La Procura ha assicurato che continuerà ad aumentare le misure preventive, la vigilanza e il perseguimento penale di questi reati e ha ribadito che «non ci sarà impunità» per coloro che danneggeranno il Sistema Elettrico Nazionale.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.