Mio Dio, la recentemente incoronata Miss Universe Cuba 2026, ha utilizzato i suoi social media per denunciare di aver ricevuto minacce di morte da parte di cubani che la rifiutano per essere figlia della diaspora, e ha risposto con fermezza dal suo profilo verificato di Instagram.
A soli pochi giorni dopo aver conquistato la corona di Miss Universe Cuba 2026 a Miami, la giovane di 25 anni ha pubblicato una storia bilingue in cui ha tracciato una linea chiara tra la critica legittima e le minacce.
«Promemoria quotidiano per i cubani che mi odiano semplicemente per essere un prodotto dell'esilio: il disaccordo è un loro diritto. Le minacce di morte non lo sono», ha scritto in inglese, aggiungendo che la sua famiglia ha abbandonato Cuba a causa di un governo che ha trasformato l'esilio nel prezzo della libertà.
In italiano è stata altrettanto diretta: «essere il prodotto dell'esilio non mi rende meno cubana. Possono non essere d'accordo con me, ma le minacce non saranno mai libertà di espressione».
La pubblicazione si è conclusa con una dichiarazione che riassume la sua visione: «La Cuba che sogno ha spazio per tutti, anche per coloro che pensano in modo diverso».
La polemica che circonda Mia Dio —il cui nome completo è Mia Angelina Donadio Cancio— non è nuova. Nata a Miami, figlia di madre cubana e padre argentino, ha rappresentato l'Isola della Gioventù tra 19 finaliste e ha vinto la corona il 20 agosto, sebbene il momento sia stato segnato dai gridi di «¡fraude!» che un uomo ha lanciato dal pubblico e che sono diventati virali sui social.

La sua eredità familiare la trasforma in un simbolo dell'esilio storico: è nipote di José «Pepe» Cancio, veterano della Brigata 2506 della Baia dei Porci, e parente di Sylvia Iriondo, figura dell'organizzazione M.A.R. per Cuba.
Il lunedì, Mia Dio aveva già suscitato dibattito chiarendo che il gesto della «L» con le dita al ricevere la corona era intenzionale: significava «L di Libertà», ha spiegato. Nello stesso giorno, la cantante e attivista Beatriz Luengo le ha espresso pubblicamente il suo supporto.
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