Quando Mia Dio ha ricevuto la corona di Miss Universe Cuba 2026, ha alzato la mano e ha fatto una «L» con le dita. Non è stato un incidente né un gesto spontaneo: è stato completamente intenzionale. E la nuova regina non ha esitato a spiegare su Instagram il significato di quel momento che ha già fatto il giro dei social.
«Quando mi hanno incoronata Miss Universe Cuba, ho fatto una 'L' con la mano. Era intenzionale. L di Libertà», ha scritto nel suo post, che ha accumulato quasi 36.000 mi piace e 674 commenti in poche ore.
La cubanoamericana di 25 anni, nata a Miami e rappresentante di Isla de la Juventud nel concorso, ha lasciato chiaro fin dal primo momento che il suo regno non sarebbe stato solo di passerelle e foto belle.
«Rappresentare Cuba su un palcoscenico universale significa per me molto di più che indossare una corona», ha scritto nel suo profilo, dove ha più di 1,3 milioni di follower. «La mia promessa come Miss Universe Cuba è sfruttare ogni piattaforma che mi viene data per amplificare le voci e le storie del popolo cubano, specialmente quelle delle donne che ci hanno mostrato cosa significhi il coraggio».
In questo spirito, Mia Dio ha nominato figure e movimenti con un peso politico molto concreto: l'attivista Anna Bensi e il progetto El 4tico, voci giovani che denunciano la mancanza di libertà di espressione a Cuba; le Damas de Blanco, donne che hanno marciato vestite di bianco chiedendo la liberazione dei loro familiari prigionieri; e la frase «Patria y Vida», che nel 2021 è passata dall'essere una canzone a diventare l'inno di un'intera generazione che ha osato sognare una Cuba diversa.
«Esa L fu per loro. Per coloro che parlarono. Per coloro che marciarono. Per coloro che crearono. Per coloro che dovettero lasciare tutto dietro. E per coloro che aspettano ancora il giorno in cui potranno vedere una Cuba libera», scrisse.
La reazione dei suoi sostenitori non si è fatta attendere. La cantante e attivista Beatriz Luengo, coautrice del documentario su «Patria y Vida» e compagna di Yotuel Romero, le ha lasciato un messaggio che ha raccolto oltre 200 like: «Sei una grande rappresentante di Cuba perché sai cosa rappresenti e non hai paura di alzare la tua voce. Siamo molto orgogliosi di te».
Un altro commento che ha risuonato è stato quello di un seguace che ha risposto a chi si chiedeva se Mia rappresentasse davvero Cuba: «E ancora osano dire che questa regina non ci rappresenta. E non sta alzando la voce ora perché è regina, lo fa da anni da quando la seguo».
Mia Dio ha radici nell'esilio cubano che vanno ben oltre la sua storia personale. È nipote di José «Pepe» Cancio, veterano della Brigata d'Assalto 2506 che partecipò all'invasione della Baia dei Porci nel 1961, e parente di Sylvia Iriondo, presidente di M.A.R. per Cuba.
Questa non è la prima volta che compete: in Miss Universe Cuba 2025 è arrivata tra le prime 5, anche se ha dovuto affrontare una paralisi facciale causata da un'iniezione di botox mal somministrata per trattare il suo disturbo temporomandibolare. Questa volta è arrivata in cima.
Ahora le aspetta il palcoscenico più grande: Miss Universe 2026, programmato per il 24 novembre al Coliseo di Porto Rico José Miguel Agrelot, a San Juan. E ha già avvisato tutti su cosa vuole vedere tra il pubblico: «Quando mi vedrete competere a Porto Rico, vi invito, cubano o no, a sollevare la mano con me e a fare una L per Libertà. Che sia un piccolo gesto con un potente messaggio. Una dimostrazione di solidarietà con il popolo cubano e con ogni persona che crede che la libertà non debba mai essere un privilegio».
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