Gli universitari di Santiago di Cuba inizieranno il corso con lezioni semipresenziali e maggiore attività nei comuni

Università dell'OrienteFoto © La Demajagua

Le università di Santiago de Cuba avvieranno l'anno accademico 2026-2027 il prossimo 1 settembre, con modalità semipresenziale e a distanza, con periodi di presenza condizionati dalla grave crisi di carburante e trasporti che colpisce l'isola. Così ha annunciato il Ministero dell'Istruzione Superiore venerdì, in una nota che descrive la riorganizzazione del sistema universitario cubano per il nuovo ciclo scolastico.

Secondo il ministero, la formazione universitaria sarà organizzata in modo decentrato dai territori, combinando semipresenzialità, educazione a distanza e incontri in presenza «sempre che sia possibile», principalmente per gli studenti del corso diurno.

Le attività in presenza non saranno limitate alle sedi centrali di ciascuna università. Potranno svolgersi anche nei Centri Universitari Municipali (CUM), nelle Filiali Universitarie Municipali (FUM) e in enti produttivi o di servizi del territorio, il che amplia la rete di punti di insegnamento e riduce la necessità di spostamenti lunghi.

Il corso per incontri riprenderà sessioni in presenza almeno una volta al mese, destinate a orientare e valutare le attività di apprendimento, mentre il corso a distanza manterrà la sua concezione abituale.

I processi di iscrizione, rientro e conferma degli studenti continuanti vengono anche decentralizzati: potranno essere gestiti dal territorio di residenza di ciascuno studente, sia in presenza che online, sia presso l'università che nei CUM o FUM della provincia o del comune corrispondente.

Questa riorganizzazione non nasce dal nulla. La Università di Oriente, principale istituzione di istruzione superiore a Santiago di Cuba, ha già adottato la modalità semipresenziale durante il secondo periodo del corso 2025-2026, con inizio il 2 marzo 2026. Quel periodo è stato suddiviso in due fasi: la prima, semipresenziale, si è protratta fino all'11 aprile; la seconda, con maggiore presenza fisica, è avvenuta dal 20 aprile al 27 giugno.

La Universidad de La Habana ha cambiato anche la modalità in semipresenziale a febbraio del 2026 per la stessa ragione: l'impossibilità di garantire il trasporto e l'approvvigionamento elettrico nelle strutture didattiche. L'Istituto Superiore d'Arte ha seguito lo stesso percorso pochi giorni dopo.

In marzo del 2026, il presidente Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto pubblicamente la situazione affermando che «le università devono adattarsi alla crisi energetica attraverso modalità semipresenziali e una riorganizzazione comunitaria del processo didattico».

Il regime ha anche sospeso gli esami di ammissione all'istruzione superiore per l'anno accademico 2026-2027, sostituendoli con la media accademica accumulata nel preuniversitario, e ha anticipato la fine dell'anno scolastico 2025-2026 per mancanza di combustibile.

Il ministero ha esortato studenti e docenti a seguire i canali ufficiali di ciascuna università e dei CUM e FUM del proprio territorio per conoscere i dettagli organizzativi locali del nuovo corso, il che riflette che le condizioni concrete di ogni provincia determineranno nella pratica quanto sarà realmente possibile la presenza in aula.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.