
Un tremore di magnitudine 3.6 sulla scala sismologica di Richter è stato registrato questo venerdì nell'oriente cubano, con epicentro a 31 chilometri a sud-est di Santiago de Cuba, secondo il report ufficiale del Centro Nazionale di Investigazioni Sismologiche (CENAIS).
L'evento è avvenuto alle 17:13 ora locale ed è stato classificato come percepibile, il che indica che la popolazione è stata in grado di sentirlo.
Il CENAIS ha localizzato il focolaio sismico a una profondità di 10 chilometri, con coordinate di 19.807° di latitudine nord e -75.634° di longitudine ovest. Non sono stati segnalati danni materiali né vittime associati all'evento.
Enrique Diego Arango Arias, capo del Servizio Sismologico Nazionale di Cuba, ha precisato che il movimento tellurico è stato segnalato come percepibile in alcuni punti della città di Santiago de Cuba e nei suoi dintorni.
Il sisma arriva appena tre giorni dopo che un falso allarme sismico ha scatenato panico a Cuba il 18 agosto, quando migliaia di telefoni cellulari nel paese hanno ricevuto una notifica di terremoto che si è rivelata completamente infondata.
Lo stesso CENAIS ha smentito subito quell'allerta: «A Cuba non si è verificato alcun terremoto martedì 18 agosto 2026», ha dichiarato l'ente, e la Difesa Civile ha definito la notifica «completamente falsa».
Enrique Diego Arango Arias, capo del Servizio Sismologico Nazionale, ha confermato che nessuna stazione della rete ha rilevato attività che giustificasse l'allerta.
Google, da parte sua, ha negato di aver inviato la notifica tramite il suo sistema di allerta Android, affermando che tale sistema «non ha rilevato alcun terremoto né ha inviato avvisi a Cuba». L'ipotesi non confermata ufficialmente ha suggerito un test interno di ETECSA che sarebbe sfuggito a un ambiente controllato.
Questo venerdì stesso, prima del vero sisma, Arango ha emesso un nuovo avviso pubblico sulle conseguenze di quel falso allerta e ha sottolineato che «il Servizio Sismologico Nazionale di Cuba non ha un protocollo stabilito per inviare avvisi o allarmi di terremoto tramite alcuna entità di comunicazione nazionale o estera».
L'evento di questo venerdì si inserisce in un anno di intensa attività sismica nell'est di Cuba.
Il 8 febbraio è stato registrato un sisma di magnitudine 5.6 con circa 30 repliche nelle prime due ore; il 17 marzo, un tremore di magnitudine 6.0 ha scosso l'oriente cubano con più di 160 repliche; e il 24 luglio è stato registrato il nono sisma percepibile dell'anno a Santiago di Cuba, di magnitudine 3.1.
Santiago di Cuba è la città con il maggior rischio sismico del paese. La sua posizione vicina alla falla Oriente —nota anche come falla Bartlett-Caimán—, al confine tra le placche tettoniche dei Caraibi e del Nord America, rende l'oriente cubano la zona che concentra circa il 70% della sismicità nazionale e i terremoti di maggiore magnitudo storica registrati sull'isola.
Il CENAIS ha avvertito che la sensibilità pubblica a seguito della falsa allerta del 18 agosto rende ancor più necessario avere protocolli ufficiali chiari di comunicazione in caso di eventi sismici reali.
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