
Due dei cinque atleti cubani che hanno abbandonato la delegazione ufficiale durante i Giochi Centroamericani e dei Caraibi Santo Domingo 2026 hanno iniziato le pratiche per regolarizzare la loro situazione nella Repubblica Dominicana, mentre gli altri tre rimangono nel paese in attesa di avviare il processo.
Secondo una ricerca di Diario Libre pubblicata mercoledì, i due atleti hanno già iniziato la loro registrazione presso l'Ufficio Nazionale per i Rifugiati (CONARE), un primo passo nella ricerca di protezione e di uno status legale che consenta loro di rimanere sul territorio domenicano.
La situazione degli altri atleti potrebbe essere più complessa a causa di una pratica attribuita alle autorità cubane durante la competizione: la trattenuta dei passaporti dei membri della delegazione dopo che l'immigrazione dominicana autorizzava il loro ingresso nel paese.
Questa circostanza rende particolarmente vulnerabili coloro che decidono di separarsi dalla rappresentanza ufficiale, poiché oltre a iniziare una nuova vita lontano da Cuba, devono risolvere la propria situazione migratoria senza avere necessariamente a disposizione il proprio principale documento di identità e viaggio.
José Alberto Fernández, presidente dell'Associazione Cubana nella Repubblica Dominicana, ha confermato di aver avuto contatti con due degli atleti e ha spiegato che l'organizzazione sta fornendo loro assistenza legale e supporto logistico. Per motivi di sicurezza, ha evitato di rivelare le loro identità.
Fernández, che vive da 20 anni nella Repubblica Dominicana e ha assistito decine di cubani nei processi di regolarizzazione migratoria, ha affermato che non lo sorprendono le denunce riguardo alla vigilanza a cui sarebbe stata sottoposta la delegazione dell'isola.
«Se non fosse stato per quel controllo, il numero di atleti e personale tecnico che sarebbe disertato avrebbe potuto essere molto maggiore», ha affermato.
Cinque atleti hanno deciso di non tornare a Cuba
I cinque sportivi che hanno abbandonato la delegazione cubana durante i Giochi sono stati già identificati.
Il primo è stato Moisés David Torres Puig, portiere della squadra di hockey su prato, che si è separato dalla delegazione il 24 luglio, coincidendo con la giornata inaugurale del torneo.
Quattro giorni dopo, lo ha fatto la maglietta Leah Daniella Almeida. Successivamente ha abbandonato la rappresentanza cubana Yasmina Evelio Álvarez Peraza, membro della squadra di softball.
Le ultime partenze conosciute sono state quelle degli schermidori Hershey Daniela de la Cruz e Adán Isbel Núñez Pina, che hanno deciso di rimanere a Santo Domingo dopo aver concluso la loro partecipazione competitiva il 12 agosto.
Ora inizia per loro una fase molto diversa da quella vissuta durante i Giochi. Gli atleti hanno espresso la loro intenzione di riprendere le loro carriere sportive, ma la loro priorità immediata è ottenere uno status migratorio che consenta loro di rimanere legalmente nella Repubblica Dominicana e trovare lavoro.
L'incertezza risulta particolarmente delicata per coloro che sono rimasti senza documentazione.
Il caso di Torres Puig ha messo un volto a questa vulnerabilità. Dopo che è stato reso noto che aveva abbandonato la delegazione, su fratello ha chiesto aiuto pubblicamente e ha avvisato che il giovane si trovava «senza nessuno e senza passaporto».
Denunce di sorveglianza e una crisi diplomatica
Le diserzioni sono avvenute inoltre nel mezzo di una crisi diplomatica insolita tra Repubblica Dominicana e Cuba.
Il 13 agosto, il governo dominicano ha ordinato l'uscita di nove funzionari della missione cubana e delle loro famiglie —circa 21 persone in totale— e ha concesso un termine di sette giorni per lasciare il paese, avvalendosi dell'articolo 9 della Convenzione di Vienna.
L'Avana ha respinto la decisione e ha assicurato che i funzionari interessati erano dieci e non nove.
Report di stampa hanno collegato la misura dominicana con attività di intelligence cubana destinate a sorvegliare e localizzare gli sportivi che hanno abbandonato la delegazione.
A ciò si è aggiunta una rivelazione di Diario Libre secondo la quale la sicurezza dominicana avrebbe rilevato agenti cubani infiltrati nelle strutture dei Giochi, alcuni dei quali avrebbero persino indossato uniformi di altre delegazioni. Il comitato organizzatore ha assicurato, da parte sua, che non aveva ricevuto informazioni ufficiali su tali eventi.
Una nuova fuga di atleti cubani nel 2026
I trasferimenti avvenuti a Santo Domingo fanno parte di un fenomeno che ha colpito nuovamente con forza lo sport cubano nel 2026.
A luglio, nove dei 12 membri della squadra cubana di canottaggio hanno abbandonato una concentrazione a Montreal, in Canada, un episodio considerato la maggiore desercione registrata in questa disciplina. Quattro di quegli atleti erano iscritti per partecipare successivamente ai Giochi di Santo Domingo.
Le partenze di atleti durante competizioni e concentrazioni internazionali sono diventate negli ultimi anni uno dei volti più visibili dell’esodo cubano.
Per i cinque atleti che hanno deciso di rimanere questa volta nella Repubblica Dominicana, la competizione è già finita. Ora affrontano una nuova sfida: ottenere documenti, trovare lavoro e ricostruire le loro vite al di fuori del sistema sportivo cubano, senza rinunciare alla possibilità di tornare un giorno a competere.
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