Il governo cubano vuole bancarizzare il piccolo venditore mentre moltiplica gli affari inaccessibili in valute straniere

Al piccolo venditore si richiede un rigoroso rispetto dei pagamenti digitali in CUPFoto © Radio Angulo

Il governo cubano promuove la bancarizzazione e i pagamenti elettronici come priorità per stimolare l'economia, ma a Holguín i piccoli venditori affrontano difficoltà nell'operare secondo queste stesse regole.

Secondo un rapporto della stazione provinciale Radio Angulo pubblicato questo sabato, ai commercianti al dettaglio viene richiesto di garantire il pagamento tramite trasferimenti in moneta nazionale, una misura presentata come un modo per facilitare le operazioni dei consumatori.

Il problema si presenta quando arriva il momento di rifornire le merci. I piccoli negozi dipendono da grandi fornitori, importatori e attori collegati a nodi come la Zona Speciale di Sviluppo Mariel, i cui meccanismi di pagamento non coincidono con le necessità richieste per il commercio al dettaglio.

Mentre il venditore riceve pagamenti in pesos cubani (CUP), quei fornitori richiedono valute estere o contante. La conseguenza per il commerciante è rimanere con fondi digitali nella banca nazionale che non può utilizzare direttamente per acquistare i prodotti necessari a mantenere il proprio negozio rifornito.

Le difficoltà aumentano a causa delle limitazioni di liquidità del sistema bancario. Se il commerciante tenta di prelevare contante dai fondi depositati per operare o cercare merci dove può acquistarle, affronta restrizioni che rendono difficile disporre del proprio denaro o convertirlo nella valuta richiesta dai fornitori, ha argomentato il mezzo di informazione.

La situazione mette in luce anche una disuguaglianza nelle condizioni di accesso al commercio. Al piccolo venditore si richiede un rigoroso rispetto dei pagamenti digitali in pesos cubani, mentre proliferano negozi ed entità che operano esclusivamente in valute estere, una modalità che rimane al di fuori della portata dello stipendio medio in moneta nazionale.

Lo stesso rapporto mette in dubbio che la vigilanza non abbia la stessa severità nei confronti delle grandi imprese, delle importatrici e delle istituzioni bancarie quando sorgono difficoltà con gli utenti.

Radio Angulo ha sostenuto che la bancarizzazione potrà consolidarsi solo se le regole vengono applicate in modo coerente a tutti i partecipanti della catena commerciale.

Sotto questo profilo, le richieste di pagamento, il controllo fiscale e le responsabilità operative dovrebbero essere applicati con la stessa rigore sia alle grandi importatrici sia al piccolo commercio.

La offensiva repressiva di questo mese è la più intensa da quando è stata imposta la bancarizzazione obbligatoria nell'agosto del 2023. Solo negli ultimi giorni, nel Centro Habana il governo ha controllato 232 negozi, ha imposto 363 multe, ha chiuso 15 esercizi e ha eseguito 11 vendite forzate in un solo giorno.

In Sancti Spíritus, un'operazione ha portato a più di 200 multe e almeno cinque chiusure questo mese. A Guantánamo, le autorità hanno avvertito che "non c'è un termine medio" per coloro che non rispettano.

Tutto ciò avviene quando, a tre anni dall'entrata in vigore della norma, solo il 3,77 % delle transazioni a Cuba è digitale, nonostante oltre 15.240 multe e 269 chiusure accumulate a livello nazionale.

In parallelo, il sistema dei negozi in valute è cresciuto da 72 esercizi nel 2020 a oltre 85 locali, con nuove aperture previste per il 2026. Questi commerci accettano dollari contanti o carte internazionali, ma non pesos cubani. Le stime indicano che tra l'80% e il 90% della popolazione non ha accesso reale a questi esercizi.

Dallo scorso marzo, inoltre, la Terminal dei Container del Mariel ha iniziato a far pagare in dollari le mipymes private, mentre le aziende statali continuano a fatturare in CUP.

La bancarizzazione promessa dal governo affonda anche perché il prelievo di contante "a percentuale", con commissioni tra il 35% e il 50%, è diventato l'unica via di liquidità per milioni di cubani.

A Santiago di Cuba, la polizia ha arrestato a maggio persone che operavano secondo quel schema, ma la pratica persiste in assenza di alternative reali.

Il Banco Centrale ha cercato di correggere il tiro con la Risoluzione 74/2026, in vigore dal 20 luglio, che ha eliminato il limite rigido di 5.000 CUP, ha ridotto le commissioni e ha promesso accrediti più rapidi.

Ma le riforme sono arrivate quando il sistema era già in collasso, e la risposta del regime è stata quella di intensificare la pressione coercitiva sui più deboli anziché affrontare le cause strutturali.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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